La conta dei danni
Meloni, il ciclone Harry e lo stato d'emergenza: «Le regioni presentino subito le richieste». Schifani: «Mai più ristoranti con le palafitte sul mare»
La video call con i presidenti delle regioni in vista del consiglio dei ministri di lunedì
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha sollecitato i governatori di Calabria, Sicilia e Sardegna — le regioni più colpite dal maltempo — a trasmettere in serata la richiesta di attivazione dello stato d’emergenza, in vista della deliberazione attesa lunedì in Consiglio dei ministri.
Nel corso della riunione presieduta nella sede della Protezione civile, come mostrano le immagini diffuse da Palazzo Chigi, Meloni ha rivolto «i complimenti a tutto il Dipartimento della Protezione civile, al prefetto Ciciliano, al suo staff e a tutta la gerarchia fino ai volontari della Protezione civile».
Quindi, precisando che «per essere operativi» e che «non intendiamo perdere tempo per dare le risposte», ha chiesto ai presidenti di Regione in videocollegamento «di tentare di mandare entro la giornata di oggi la richiesta di attivazione dello stato di emergenza».
La premier ha inoltre spiegato di aver «anticipato il Consiglio dei ministri alla giornata di lunedì, così abbiamo subito la dichiarazione dello stato di emergenza, le risorse che accompagnano questa attivazione, e le prime risposte che possono arrivare anche sul territorio».
«Ho avuto una call con il presidente del Consiglio Meloni, il ministro della Protezione civile Musumeci e i presidenti delle Regione Calabria e Sardegna, Occhiuto e Todde, per fare il punto della situazione. Un confronto positivo, c'è in atto una velocizzazione della procedura, invieremo già stasera la richiesta di stato di emergenza deliberata ieri dalla giunta. È un’iniezione di ulteriore fiducia rispetto ai tempi, così come da volontà della premier espressa personalmente davanti a noi. La presidente Meloni ci ha comunicato che già lunedì il Consiglio dei ministri si riunirà per dichiarare lo stato di emergenza e stanziare le prime risorse per far fronte agli interventi urgenti e garantire i primi ristori» ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, in Prefettura a Messina.
«Voglio ringraziare i sindaci e tutti coloro impegnati per questa emergenza — ha detto Schifani ai presenti e a chi era collegato da remoto — per la mobilitazione che li ha visti in prima linea. Il sistema di prevenzione ha funzionato, hanno agito tutti con quella tempestività che ci ha permesso di venire fuori da questo disastro senza perdita di vite umane. Il dato positivo è che il nostro sistema di protezione civile funziona. Stiamo studiando anche un piano di ristoro, seppur parziale, per i commercianti e i gestori dei lidi, parte dei quali non potranno lavorare nel breve periodo».
«La legge 40 del 2025 disciplinerà il nostro percorso nella fase di ricostruzione, una volta superata l’emergenza. Contiamo di eliminare intanto le situazioni di pericolo, vogliamo fare presto, il mio governo è pronto a fare la sua parte per le risorse economiche.»
Quanto all’impatto sul comparto turistico, Schifani ha evidenziato: «I danni al turismo che possono derivare dalla non fruibilità, ad esempio di molti alberghi di Taormina, sono notevoli. L’economia della Sicilia, che ha fondato la crescita anche sul turismo in questi anni di governo e che ha visto il Pil e crescere, rischia un forte danno. E questo non ce lo possiamo consentire».
Così il presidente della Regione Siciliana, in Prefettura a Messina, parlando dei danni provocati dal ciclone Harry.
Rispondendo a una domanda su eventuali procedure analoghe a quelle adottate durante l’emergenza Covid, ha spiegato che «il governo Meloni ha previsto che in questi casi si adottino due dinamiche: la prima è quella dell’emergenza, quindi lo stanziamento di fondi e l’utilizzo di questi da parte dei Comuni e della Protezione civile per le persone l’ambiente e l'incolumità. Per questo noi abbiamo già stanziato 70 milioni e il governo nazionale stanzierà altre somme. La seconda fase, finita l’emergenza, è dedicata alla ricostruzione e la stessa legge prevede la possibilità la nomina di un commissario straordinario, con poteri in deroga, che possa velocizzare della ricostruzione. Su una cosa sono certo: non mancheranno i fondi. Occorrerà velocità, ma abbiamo gli strumenti istituzionali per poter rispondere ai cittadini e all’economia della regione».
Infine, un passaggio sul tema dell’adattamento climatico: «È cambiato il clima, — aggiunge Schifani —. Non ricordo di mareggiate come quella degli scorsi giorni, e questo ci impone di progettare arretrando dalla linea di costa: niente più ristoranti che poggiano sul mare con le palafitte; niente più passeggiate sul lungomare che non abbiano una protezione e banchine di protezione per contenere le mareggiate. Bisogna cambiare filosofia architettonica e urbanistica delle coste».