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Crack, a Palermo via alla lotta sulle strade: pronti i centri di ascolto e i camper per la riduzione del danno
Le norme contro la diffusione di stupefacenti e le iniziative del Comune
La legge regionale siciliana anti-crack muove i suoi primi passi concreti nei territori e Palermo si prepara ad attuarne una delle misure più significative: l’attivazione di due unità mobili per la riduzione del danno e l’apertura di due drop-in, servizi a bassa soglia pensati per intercettare le persone con dipendenze e in condizioni di forte marginalità, offrendo accoglienza, ascolto e orientamento ai percorsi di cura e inclusione sociale.
La nuova normativa, la legge regionale 26 del 7 ottobre 2024 sul “Sistema integrato e diffuso di prevenzione, cura, riduzione del danno e inclusione sociale in materia di dipendenze”, entrata in vigore il primo agosto 2024, è oggi in piena fase di attuazione. Il provvedimento ha già portato alla costruzione di una rete regionale composta da nove centri residenziali ad alta soglia e un investimento di 4 milioni di euro per il reinserimento lavorativo, attraverso un bando finanziato con fondi europei. All’interno di questo sistema, i drop-in sono indicati come presìdi fondamentali la cui apertura e gestione è demandata agli enti locali, in raccordo con il servizio sanitario regionale.
Nel capoluogo siciliano l’attuazione di questa parte della legge avverrà grazie alla riprogrammazione del progetto comunale Fuori dal Giro, partito a gennaio 2026 e ora esteso fino al 2028 e che ha già sperimentato interventi di prossimità nei quartieri più esposti al fenomeno delle dipendenze. «I risultati ottenuti ci dicono che la strada giusta è quella della presenza costante nei territori e dell’integrazione tra sociale e sanitario – spiega l’assessora alle Attività sociali del Comune di Palermo, Mimma Calabrò –. Con la nuova programmazione di Fuori dal Giro diamo piena attuazione alla legge regionale anti-crack».
L’apertura dei servizi è prevista per i primi giorni di marzo. I drop-in saranno due e con funzioni complementari. Il primo sarà diurno, aperto fino alle 20, e ospiterà attività di accoglienza, ascolto, laboratori, presa in carico e orientamento verso i servizi socio-sanitari. Il secondo sarà un drop-in notturno, attivo dalle 22 alle 9, con 12 posti letto – 7 per uomini e 5 per donne – destinato a persone che vivono in strada o in situazioni di grave esclusione, offrendo riparo, sicurezza e un primo aggancio alla rete dei servizi.
Accanto alle strutture fisse opereranno due unità mobili: un camper diurno, attivo sei giorni a settimana per sei ore, che lavorerà per zone e quartieri, e un camper notturno in servizio il venerdì e il sabato dalle 22 alle 3. A bordo saranno presenti operatori del Comune, della Fondazione Don Calabria, del consorzio Sol.Co e dell’Asp, che curerà in particolare gli interventi di riduzione del danno.
«È un sistema integrato che unisce prevenzione, tutela della salute e inclusione sociale – conclude Calabrò –. I drop-in e le unità mobili rappresentano uno strumento concreto per intercettare chi oggi è fuori dai circuiti tradizionali di cura e accompagnarlo in un vero percorso di uscita dalla dipendenza e di reinserimento nella comunità».