palermo e provincia
Marc Hausgen, il tedesco che ama e ripulisce la Sicilia: «L’isola è la nostra casa»
Sul suo canale Youtube l'uomo segnala le discariche a cielo aperto del territorio
Bastano 14 giorni, una Fiat 500 e le strade dell’isola per cambiare una vita: così la Sicilia ha conquistato Marc Häusgen, cittadino tedesco che da oltre tre anni ha scelto le campagne nei pressi di Misilmeri e che dal 2022 segnala, tramite il suo canale YouTube, immense discariche nell’hinterland palermitano. Corsica, Ibiza, Creta: isole dove ha vissuto intensamente, eppure nessuna è riuscita a eguagliare la Sicilia. Qui, racconta Marc, la combinazione di paesaggi, cultura millenaria e quell’approccio alla vita tipicamente siciliano è ineguagliabile.
La sua integrazione con il territorio si è trasformata pian piano in una missione: il confronto quotidiano con la gente del posto ha portato Häusgen a denunciare, senza alcuno scopo politico, le discariche a cielo aperto che da anni proliferano tra Misilmeri, Bolognetta, Santa Flavia, Bagheria e Casteldaccia. Nel tempo sono diventati luoghi in cui gli abitanti dei luoghi limitrofi abbandonano i propri rifiuti, anche quelli più ingombranti: nonostante le segnalazioni risalgano a 4 anni fa la realtà non è cambiata per niente. «Perché i rifiuti vengono trasportati con tanta fatica in periferia, tra un comune e l’altro? Se già li si carica in auto, perché non portarli direttamente in un’isola ecologica – racconta - per noi la Sicilia è molto più di un luogo dove vivere: è una casa che vogliamo contribuire a modellare attivamente».
Oltre alla denuncia delle discariche abusive, Marc raccoglie regolarmente i rifiuti lungo le strade e nelle aree rurali circostanti, per mantenere la zona pulita e protetta: «Qui coltivo il mio piccolo uliveto – spiega – spesso accade che ripulendo certe aree dai rifiuti dopo poche settimane ne vengono accumulati di nuovi». I punti critici dove l’accumulo è diventato una costante sono via Gaetano Pelligra, l’angolo tra contrada Accia e via Vittime delle Foibe e le zone limitrofe.
Ad evidenziare il degrado è anche Antonino Randazzo, un residente che vive di agricoltura: «Negli ultimi anni ho visto crescere sempre di più il numero di discariche. Noi siciliani dovremmo essere i primi a tutelare le nostre terre. Mi accodo alla protesta di Marcus, il mio è un grido di rabbia verso le istituzioni che devono immediatamente intervenire».
Gli fa eco Antonino, un altro residente emigrato in Svizzera: «Plastica, frigoriferi, lavatrici. Mi sento come se fossi in un negozio di elettrodomestici. Da anni parlo col sindaco di Misilmeri per evidenziare questo scempio, l’unica risposta che mi è stata data è ‘interverremo, dobbiamo aspettare la Provincia’.»
Tra campagne silenziose e i monumenti architettonici del capoluogo, alcuni riconosciuti come patrimonio dell’Unesco, lo stupore si rinnova ogni giorno. «La Sicilia è un’isola diversa. Tutto sembra più intenso: il paesaggio, le persone, la cultura», spiega Häusgen.
Un richiamo costante che lo riporta qui, anno dopo anno, fino a trascorrere oggi gran parte del suo tempo sull’isola. La sua connessione con la Sicilia nasce dai racconti di uno zio, originario del capoluogo ed emigrato in Germania da giovane, che non ha mai spezzato il rapporto simbiotico con la terra d’origine: «Mi raccontava la bellezza dei luoghi, la cultura, uno stile di vita fatto di relazioni autentiche». D’altro canto la scelta di vivere sull’isola non è solo emotiva, ma è anche legata a valori ben precisi: libertà, scoperta, sostenibilità, rispetto per la natura. «Dopo aver visto tante coste europee, ho capito quanto la Sicilia sia unica. Qui mi sento a casa». Amare un luogo significa segnalare pubblicamente i disservizi. «Parlando con alcuni locali ho capito che i rifiuti sono un problema presente da sempre. Se in molte città, come Palermo, la situazione è migliorata, in molte aree rurali il degrado aumenta, soprattutto nei comuni limitrofi».