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Il dibattito

Decreto Caivano, l’appello: «A San Cristoforo basta b&b che cacciano i residenti»

Nell’oratorio salesiano che dirige in via della Salette padre Franco Di Natale critica l’uso dei fondi deciso dal Comune

24 Gennaio 2026, 15:16

17:56

Decreto Caivano, l’appello: «A San Cristoforo basta b&b che cacciano i residenti»

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Dopo oltre un anno di dibattiti, riunioni, idee e progetti quella di ieri nell’oratorio salesiano di Santa Maria De La Salette, nell’omonima via, doveva essere per il movimento “Assieme, per San Cristoforo” l’occasione per raccogliere gli input dai residenti per migliorare le condizioni sociali, soprattutto dei giovani. Obiettivo, purtroppo, mancato.

Mentre nel cortile dell’oratorio decine di bambini giocavano a calcio e, all’esterno, tanti altri giovani - proprio quelli del cui destino l’assemblea stava parlando cercando di trovare una chiave per fa rivivere l’area destinataria dei fondi del decreto cosiddetto “Caivano” - animavano le strade di San Cristoforo, all’interno il dibattito si è aperto con una consapevolezza: gli abitanti del quartiere non partecipano. E a spiegare il motivo è stato dopo pochi minuti il direttore dei Salesiani, padre Franco Di Natale: «Nel quartiere queste iniziative vengono viste con sospetto, con diffidenza. Se non con critiche per chi sembra voglia approfittarsene. Serve non parlare più di strutture (in riferimento a quelle approvate nel decreto Caivano, ndr) ma partecipare alla vita educativa».

L’intervento muove uno spontaneo applauso, anche in reazione al tema emerso dopo l’introduzione del professore Carlo Colloca, sociologo dell’Università di Catania che in quest’anno ha prodotto dati approfonditi sulla povertà educativa a San Cristoforo: la presenza sempre più crescente di bed and breakfast. A parlarne come di una risorsa è stato l’ex sovrintendente regionale Gesualdo Campo, che ha anche promosso «l’arrivo di una succursale dell’alberghiero per rispondere a questa vocazione». Una tesi smontata da padre Di Natale che, senza mezzi termini, ha ribadito come «la presenza di questi b&b stia svuotando San Cristoforo dei suoi residenti storici». In breve: bisogna evitare la gentrificazione.

Eppure, come sottolineato da Colloca, il piano per spendere i 20 milioni approvato dal governo con il decreto Caivano sembra andare proprio in questa direzione: «Il 78% dei fondi è dedicato a edilizia, 9,8 milioni per una nuova sede scolastica». Parla dell’ex conceria di via Plaia, che diverrà nuova sede della scuola “Dusmet Doria” che si trova oggi, pur degradata, attiva e funzionante poche decine di metri più in là. E una parte consistente dei fondi verrà invece impiegata proprio a fini turistici, per realizzare un percorso protetto, alberato e abbellito su via Plaia.

Pur nell’assenza dei residenti, insomma, l’assemblea - composta da una cinquantina di persone in gran parte rappresentanti delle circa 100 associazioni che hanno aderito ad “Assieme, per San Cristoforo” - è ben consapevole del lavoro da fare nella direzione indicata da padre Franco Di Natale. A sottolinearlo è un residente, uno dei pochi intervenuti: «Mi chiamo Giovanni, sono cresciuto qui. E mi chiedo: se si devono realizzare infrastrutture, riempire i tanti spazi vuoti qui nel quartiere, perché non si è pensato di portare le istituzioni come ad esempio la cittadella della Giustizia che invece sta per essere completata nel già caotico viale Africa?». Una riflessione che viene ripresa anche da padre Stephane Dimbw, parroco di Santa Lucia al Fortino: «Serve più ascolto da parte delle istituzioni sulle esigenze reali». E il decreto Caivano evidentemente non le soddisfa.