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La storia

«Dopo la denuncia avevo paura, non uscivo più di casa. Ma TikTok mi ha salvata»

Ha avuto il coraggio di raccontare tutto alla forze dell'ordine, ma poi è stata congelata dal terrore delle conseguenze. La luce è arrivata dopo tanto tempo. Ma in questo cammino ha avuto sempre una certezza: «La mafia va combattuta»

24 Gennaio 2026, 15:47

«Dopo la denuncia avevo paura, non uscivo più di casa. Ma TikTok mi ha salvata»

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Paralizzata dalla paura per anni. Una donna siciliana, la chiameremo Veronica, ha avuto il coraggio di consegnare nomi di mafiosi ed estortori alle forze dell'ordine, ma poi ha deciso di smettere di vivere. Terrorizzata: si è barricata a casa dove si sentiva al sicuro, ma nel frattempo qualcosa dentro di lei moriva dentro. «Restare chiusa in casa dopo le denunce è stato come vivere in apnea – racconta – non avevo più una normalità, solo il tempo e i pensieri». Il tunnel le ha fatto toccare le corde pericolose della depressione. Ma poi ha trovato una luce: i social. Un modo per dialogare, distrarsi, uscire da una monotonia che la stava soffocando psicologicamente. «TikTok diventa uno spazio di respiro, condivisione e umanità. Senza filtri, senza maschere. In poco tempo, quella voce fragile ma sincera raggiunge migliaia di persone. Ho smesso di sentirmi sola, di sentirmi diversa», spiega ancora. Anche perché Veronica doveva riuscire a stare in piedi in questo percorso che significano denunce, processi udienze. Qui è stata accompagnata da Libera Impresa: «Senza di loro non ce l’avrei fatta».

Veronica doveva essere forte anche per i suoi figli. E nel cammino arriva la gravidanza e una nuova maternità. C'è nuovamente la caduta. Il progetto imprenditoriale che aveva deciso di lanciare, anche con il supporto dei social, è messo in stand by. Deve nuovamente rialzarsi. Poco alla volta c'è riuscita, ancorata anche alla sola certezza che la strada che aveva scelto era quella della denuncia. Affidarsi allo Stato, che c'è. E risponde. Con meccanismi certamente da sistemare. Ma la mafia è un veleno da estirpare perché ruba dignità e libertà. «Denunciare è un atto di coraggio che può salvare non solo se stessi, ma un’intera comunità. E avviare percorsi professionali liberi dalla criminalità organizzata non è un’illusione ingenua, bensì un diritto». Oggi Veronica ha rotto la sua "clausura" forzata e vuole tornare a vivere. Quelli che devono nascondersi sono i mafiosi.