La proposta
Maltempo, il Pd punta ai soldi del Ponte: «Si utilizzino per ricostruire»
Tour di una delegazione dem a S. Margherita e S. Teresa, domani altre tappe a Nizza e Giardini Naxos
I fondi del Ponte per la ricostruzione dopo il ciclone Harry. È la presa di posizione del Partito Democratico che ieri, con una delegazione composta dal segretario regionale Anthony Barbagallo, dai parlamentari nazionali Stefania Marino, Giuseppe Provenzano e Antonio Nicita e dal deputato regionale Calogero Leanza ha avviato ieri mattina una serie di sopralluoghi nella provincia di Messina. Si è iniziato ieri mattina da Santa Margherita e, quindi, a Santa Teresa di Riva. Il Partito Democratico, con un emendamento a firma di Stefania Marino e Anthony Barbagallo, ha chiesto il blocco dei contribuiti fiscali e delle tasse e dei tributi per coloro che sono stati colpiti dal ciclone. «Chiediamo – ha aggiunto Barbagallo – che per tutte le opere infrastrutturali e per una ricostruzione sostenibile che metta in sicurezza il territorio vengano utilizzati i 918 milioni di euro dell’annualità 2026 del Ponte sullo Stretto. Si tratta di somme appostate sul progetto del ponte in capo al Governo nazionale. Non sono soldi del FSC che vogliamo restino nella loro destinazione, quella delle opere strategiche come la Siracusa – Gela, il completamento della Nord-Sud, strade, ferrovie».
La richiesta a Schifani, invece, è quella di «bloccare tutte le mancette e che l’Ars, già martedì, si occupi dei ristori dei siciliani a valere sulla spesa corrente».
«Non bisogna solo fare la conta dei danni – ha detto invece l’onorevole Stefania Marino – sappiamo che sono un’enormità. Dobbiamo dare subito aiuto a questi territorio attraverso i ristori. Quanto è avvenuto qui è tragico, c'è gente che ha alberghi, attività commerciali e tutto è bloccato. Il governo se ne faccia carico per gli aiuti».
Il tour del Pd proseguirà oggi pomeriggio a Nizza di Sicilia e Giardini Naxos. «Siamo nei luoghi del disastro – ha detto il segretario provinciale Armando Hyerace – per chiedere il ripristino di quelle infrastrutture primarie che servono a tutti per tornare, il prima possibile, alla normalità. Quindi velocità nei ristori e negli indennizzi ai privati e soprattutto risorse ai comuni per mettere in campo quelle opere indifferibili ed urgenti necessarie per i loro territori. E poi ragionare sulle opere a medio e lungo termine che servono a mitigare gli effetti di questi fenomeni ormai sempre più frequenti».