Dopo la morte di Alessio La Targia
Incidenti sul lavoro, tutti i numeri dell'Inail: «È un operaicidio»
Sono 20 le vittime per incidenti tra 2024 e 2025 e 4 per malattie. E la tendenza è in aumento. I dettagli e le reazioni.
L’ennesima vittima sul lavoro tra città e provincia, aggrava un quadro che i numeri certificano come sempre più drammatico e in costante aumento. Alessio La Targia, operaio di 40 anni, è morto dopo essere precipitato da un’impalcatura all’interno di un capannone industriale di via Emiro Giafar, a Brancaccio, mentre stava eseguendo lavori di manutenzione.
L’uomo venerdì scorso è stato trovato senza vita ai piedi del ponteggio dai colleghi. La Procura ha aperto un’inchiesta e affidato ai carabinieri e ai tecnici dello Spresal dell’Asp gli accertamenti sulle condizioni di sicurezza e sul rispetto delle norme.
A fotografare il contesto è Francesco Piastra, presidente del Comitato consultivo provinciale Inail: «Il 2025 è stato un anno orribile. I dati Inail a novembre certificano un aumento degli infortuni, anche mortali, e delle malattie professionali. Tra novembre 2024 e novembre 2025 si contano 20 morti sul lavoro e 4 per malattie professionali. Nello stesso periodo sono state presentate 6.553 denunce di infortunio, di cui 284 per patologie correlate all’attività lavorativa. I numeri crescono rispetto al 2024 e al 2023».
Secondo Piastra, «non si muore per caso: si muore per mancanza di sicurezza e perché le aziende non attuano i piani di prevenzione. Oggi esistono strumenti che renderebbero impossibile cadere da un’impalcatura, ma nelle tantissime micro imprese questi sistemi non arrivano». Il presidente del Comitato consultivo parla di un sistema produttivo segnato da appalti e subappalti al massimo ribasso e da una frammentazione che spesso si traduce in scarsi investimenti sulla tutela dei lavoratori: «È un vero operaicidio. Le imprese inadempienti, che non rispettano le regole, dovrebbero essere chiuse. Servono misure drastiche e la sospensione delle attività in caso di gravi violazioni delle norme di sicurezza».
Dopo la tragedia di Brancaccio sono arrivate anche le reazioni del mondo sindacale. La Filca Cisl e la Cisl Palermo Trapani parlano di «ennesima sconfitta per il mondo del lavoro» e chiedono un rafforzamento immediato dei controlli nei cantieri e nelle aziende, oltre a una campagna permanente di informazione e formazione: «Non bastano più i messaggi di cordoglio, occorrono azioni concrete per tutelare chi lavora, soprattutto nei settori a più alto rischio come edilizia e impiantistica».
Cordoglio e preoccupazione sono stati espressi anche da Confartigianato Palermo, che in una nota ha ribadito come la prevenzione non possa essere considerata un semplice adempimento burocratico ma una priorità assoluta. L’associazione chiede una piena e rapida applicazione delle misure previste dal decreto Sicurezza 2025 e investimenti reali sulla formazione: «La sicurezza è un’attività salvavita, non un costo da comprimere».