Il report
La Sanità in Sicilia non è in buona salute: conti in equilibrio precario e servizi insufficienti
Il rapporto della Ragioneria generale dello Stato parla di una spesa lievitata a 186 miliardi in tutta Italia, 10,7 dei quali nell'Isola. Per la quale il giudizio è "non positivo". Ma è in compagnia di altre 15 regioni
Per la sanità italiana è arrivato il rapporto della Ragioneria generale dello Stato sulla spesa. Nel 2024 la spesa pubblica ha toccato quota 139,4 mld (+4,9% rispetto al 2023), di cui 10,7 miliardi in Sicilia (spesa in aumento di 500 milioni sul 2023). A queste spese vanno sommati altri 46,4 mld di spesa out of pocket (+7,7%) da parte dei cittadini, per arrivare alla cifra di quasi 186 miliardi di euro. A crescere sono soprattutto le voci relative al personale (+4,6%), farmaceutica diretta (+11,8%), beni e servizi (+9,3%), farmaceutica convenzionata (+3%), assistenza medico-generica (+3,5%) e acquisti da privato (+1,9%). Parallelamente, aumenta la spesa a carico diretto dei cittadini, che nel 2024 ha raggiunto livelli record pari a 46,4 miliardi: la spesa sanitaria privata presenta una variazione del +7,7% rispetto ai valori dell'anno precedente.

Continua inoltre a salire il disavanzo delle Regioni, che nel 2024 si è attestato a 2,572 miliardi (il dato più elevato degli ultimi 10 anni). Analizzando i dati emerge come siano ben 16 le Regioni con i conti in rosso e che hanno dovuto mettere mano a risorse proprie per chiudere i bilanci. Negli anni precedenti vi erano meno regioni in tale stato. E la Sicilia è ancora tra queste: nella riunione congiunta del 9 aprile 2025, il Governo ha espresso un giudizio non positivo sulla sanità siciliana per l’anno 2024. Nonostante il bilancio 2023 abbia chiuso in pareggio e il 2024 registri un lieve avanzo di 2,4 milioni di euro (rispetto al disavanzo di oltre 19 milioni del quarto trimestre), la stabilità economica appare fragile.

Il risultato positivo, infatti, è stato raggiunto solo grazie a manovre di gestione straordinaria per 336 milioni di euro (inclusi fondi Arpa sbloccati dalla Consulta) e all’impiego di risorse regionali per coprire i buchi. I tecnici ministeriali hanno lanciato un allarme sulla gestione strutturale, chiedendo alla Regione di smettere di affidarsi a entrate una tantum e di approvare celermente i bilanci mancanti.
Sul fronte dei servizi ai cittadini (LEA), la situazione è critica. I dati 2023 mostrano la sufficienza solo nell’assistenza ospedaliera. Sono state bocciate l'Area della Prevenzione e quella Distrettuale (quest’ultima in peggioramento). Preoccupano i ritardi negli screening oncologici (mammografico e colon-retto), le basse coperture vaccinali pediatriche e per gli anziani, e la mancata riorganizzazione delle reti di emergenza e dei punti nascita. Pesa, infine, l’assenza di programmazione: il Piano operativo 2025-2027 non è ancora stato approvato, bloccando di fatto la certificazione degli obiettivi raggiunti.
A livello nazionale, in merito alla composizione della rilevazione della spesa sanitaria privata per tipologia di spesa, nel 2024, le spese per visite specialistiche ambulatoriali e interventi, in linea con gli anni precedenti, continuano ad avere un peso prevalente (47,5 per cento) sul totale della spesa sostenuta dai privati. Anche per l’anno 2024, tra l’altro, la rilevazione della spesa sanitaria privata per visite specialistiche ambulatoriali e interventi chirurgici proviene prevalentemente da medici odontoiatri (pari a circa il 27,2 per cento).
Tra il 2015 e il 2024, la spesa sanitaria pubblica è passata da 111.113,6 a 139.445,4 milioni di euro, equivalente a un incremento medio annuo del 2,6 per cento (nell’ultimo anno la crescita è stata del 4,9%). Tutte le annualità considerate rilevano incrementi di spesa. Nello specifico, il persistente aumento, osservato nel decennio in esame, è contraddistinto da un’accelerazione tra il 2020 e il 2021 per via dei maggiori costi connessi con la gestione dell’emergenza sanitaria da Covid-19.