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Pietraperzia

Istituito un Centro di ascolto e di aggregazione per contrastare il disagio giovanile e l'uso di sostanze

L'iniziativa è promossa dalla Caritas locale e dall’Associazione Casa Rosetta di Caltanissetta che ha già formato nei mesi scorsi un gruppo di volontari per rispondere alle fragilità emergenti sul territorio anche tra gli adulti

25 Gennaio 2026, 06:00

Istituito un Centro di ascolto e di aggregazione per contrastare il disagio giovanile e l'uso di sostanze

Il presidente di Casa Rosetta, Giorgio De Cristoforo, il vescovo della Diocesi di Piazza Armerina, Rosario Gisana, e don Osvaldo Brugnone

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Inaugurato un Centro di ascolto e aggregazione giovanile promosso dalla Caritas locale (che lo ospita nella propria sede di via Toselli) e dall’Associazione Casa Rosetta di Caltanissetta, che opera da tempo intensamente anche sul fronte della prevenzione del disagio esistenziale di giovani e adulti, e ha promosso l’istituzione di analoghi centri di ascolto a Caltanissetta e in altre città. Animatori del Centro saranno soprattutto venti operatori della Caritas, che hanno seguito nei mesi scorsi un percorso di formazione tenuto dai professionisti di Casa Rosetta (gli psicologi Emanuela Cutaia e Alessandro Cereda, la sociologa Bernadette Arcarese) concretando così un’idea proposta da un giovane e dinamico sacerdote locale, don Osvaldo Brugnone.
All’incontro di inaugurazione hanno partecipato anche numerosi cittadini, e professionisti, che collaboreranno pure all’attività. L’incontro è stato aperto da don Osvaldo, che ha fatto riferimento ai problemi di dipendenze (da sostanze ma anche da altro) presenti tra i giovani di Pietraperzia, problemi dai quali nasce un progetto fondato sull’ascolto, sulla prossimità e sul lavoro di rete, capace di rispondere alle fragilità emergenti. Il sindaco Salvuccio Messina, ha espresso apprezzamento per l’iniziativa e ha assicurato «il sostegno possibile dell’amministrazione comunale». Il vescovo Rosario Gisana ha evidenziato «l’importanza di una comunità che sappia prendersi cura delle persone nei momenti di difficoltà», e ha richiamato il ruolo educativo e sociale della Chiesa «nel sostenere percorsi di prevenzione e accompagnamento».

Il presidente di Casa Rosetta, dott. Giorgio De Cristoforo, ha illustrato la crescita dell’Associazione come rete strutturata non solo in Sicilia (con tre comunità terapeutiche per le dipendenze patologiche, quattro centri di riabilitazione, comunità alloggio per disabili, malati di Aids, minori in situazione di disagio, e tanti altri servizi) ricordando anche il lavoro del fondatore don Vincenzo Sorce e l’impegno quotidiano di chi gli è succeduto e di tutti i collaboratori che anche dopo la morte di Sorce avvenuta sette anni fa, anche assicurato stabilità e ulteriore crescita.
Il presidente De Cristoforo ha posto particolare attenzione al lavoro con gli adolescenti, e ha richiamato l’esperienza di «Al Centro» di Caltanissetta, attivo da tre anni, nato per offrire ai ragazzi spazi sicuri di ascolto, prevenzione e orientamento, aggregazione costruttiva; ha ribadito che il Centro a Pietraperzia non vuol essere un «ambulatorio» per chi vive una dipendenza, ma «un luogo di supporto anche prima che il disagio si manifesti in modo conclamato», e quindi «un luogo di coltivazione della relazione di prossimo anche alle famiglie che cercano sostegno, anche prima che il disagio si manifesti in modo conclamato».
La psicologa Emanuela Cutaia, supervisore per le dipendenze patologiche di Casa Rosetta, ha sottolineato l’importanza del lavoro di rete e della prevenzione, evidenziando quanto oggi «gli adolescenti abbiano bisogno di istituzioni sicure e di adulti competenti che possano accompagnarli nel loro percorso di crescita». La dirigente scolastica Salvatrice Faraci ha commentato con molto favore l’iniziativa, e soffermandosi anche sulle difficoltà diffuse nelle relazioni tra adolescenti e genitori ha dichiarato ampia disponibilità della sua scuola e degli insegnanti «a operare con iniziative e azione quotidiana nel Centro di ascolto nella medesima direzione di prevenzione, sostegno alle famiglie, costruzione di valori, modelli, prospettive di futuro per i giovani».