La storia
Gli angeli del borgo puliscono Torre Archirafi
I ragazzi della frazione marinara di Riposto hanno sistemato la chiesa, locali e case private: "Non possiamo restare a guardare". Ecco le loro storie di solidarietà e di riscatto
I ragazzi di Torre Archirafi con padre Guarrera
Per tutti, adesso, sono gli angeli del borgo. Poche ore dopo la tempesta che ha travolto Torre Archirafi, frazione marinara di Riposto, di fronte a padre Sebastiano Giovanni Guarrera – da meno di un anno a guida della chiesa del paesino – si sono presentati un gruppo di giovani: «Non possiamo rimanere a guardare, ci dia ramazza e paletta. Cominciamo a pulire la chiesa, rialzare i banchi sbalzati dalle onde che hanno varcato la soglia del Tempio».
Il gruppetto di ragazzi non s’è fermato un attimo: ha liberato la piazza accanto dai detriti, poi s’è spinto oltre. Un porta a porta tra abitanti e commerciati a porre la stessa domanda: «Serve una mano?» E così i proprietari del ristorante accanto alla scuola nato tre anni fa con terrazza sul mare, interno accogliente e prezzi accessibili hanno ringraziato il cielo e i ragazzi, tante persone anziane hanno faticato di meno. E non finisce qui. Non è stato e non sarà un gesto isolato, assicurano i protagonisti di una storia che è diventata un esempio.
Davide, 25 anni, è un ex operatore del 118: «L'ho fatto perché ho sempre "lavorato" per aiutare chi ha bisogno». Francesco, 18, lavora in una ditta privata di soccorso: «Non possiamo restare inerti di fronte al bisogno di fare qualcosa per i nostri luoghi». Salvatore, 18 anni anche lui, sta imparando i mestieri più utili e richiesti: fabbro, artigiano del legno, operaio nei lidi della zona. Ma quasi si commuove quando gli viene chiesto il motivo che l'ha spinto a soccorrere chi è in difficoltà: «L'esempio mi è stato trasmesso da papà che ora non c'è più. Avevo smarrito la strada, i ragazzi della parrocchia sono diventati i miei “fratelli”, la mia salvezza dai pericoli della strada. Ogni gesto lo faccio per mio padre, sono sicuro che ora sarà orgoglioso di me».
Padre Guarrera ascolta e sorride: «C’è tanto da fare, ma in una piccola comunità come la nostra ci si aiuta. Abbiamo anche creato, in chiesa, un angolo di solidarietà. Chi può porta del cibo per chi non può permettersi la spesa. I ragazzi? Esemplari».
Le foto e i video degli angeli di Torre hanno colpito non solo il circondario. Adesso arrivano chiamate da altre località per avere ulteriore aiuto. E i tre ragazzi, mentre danno una ramazzata davanti la chiesa, lanciano l’invito: «Sul web il video del giovane incappucciato che lancia in mare un monopattino ci ha colpiti. Lo invitiamo qui a pulire Torre Archirafi. E siamo sicuri che se è alla ricerca di click, il suo cambio di prospettiva sociale avrà molti più consensi».