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IMMIGRAZIONE

Mediterraneo, ennesima tragedia: un solo superstite, 50 dispersi. La Sea-Watch 5 in arrivo a Catania

L’uomo è stato salvato dopo ore aggrappato a un relitto. Proseguono senza esito le ricerche, mentre l’Ong tedesca è attesa domani nel porto etneo con 18 migranti, tra cui due bambini

25 Gennaio 2026, 21:13

Mediterraneo, ennesima tragedia: un solo superstite, 50 dispersi. La Sea-Watch 5 in arrivo a Catania

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Ha visto inghiottire dal Mediterraneo cinquanta compagni di viaggio. L'unico superstite del naufragio, recuperato dalla motonave Star e trasferito a Malta, dove è ricoverato in ospedale, ha raccontato di una partenza dalla Libia giovedì scorso.

Il giorno seguente l'imbarcazione si è capovolta ed è affondata. Aggrappato a un frammento del relitto, l'uomo ha resistito fino all'arrivo di una nave che lo ha condotto nel porto più vicino. Le ricerche dei dispersi, avviate anche da Lampedusa, sono proseguite dalla sera di venerdì senza esito.

Appena giovedì scorso due gemelline di un anno erano scomparse in mare durante la traversata dalla Tunisia. La madre è approdata a Lampedusa insieme ad altre 61 persone, che hanno riferito anche della morte di un loro compagno di rotta.

Un viaggio quasi proibitivo per il ciclone Harry, che non ha tuttavia impedito la partenza dell'imbarcazione. In questi giorni segnati da maltempo e mare proibitivo, Alarm Phone segnala la scomparsa di tre barche salpate dalla Tunisia, con a bordo circa 150 persone, con le quali da tempo è impossibile stabilire contatti telefonici.

È andata diversamente a 18 migranti soccorsi nella notte dalla Sea-Watch 5: tra loro anche due bambini piccoli. Erano su un barchino in difficoltà nel Canale di Sicilia. La nave dell'Ong tedesca è diretta a Catania, porto assegnato dalle autorità italiane, con arrivo previsto domani.

Secondo l'Oim, fino a ieri risultavano 14 persone disperse nel Mediterraneo dall'inizio dell'anno; la stessa agenzia Onu con sede a Ginevra indica per il 2024 un totale di 1.873 tra morti e dispersi, una cifra verosimilmente parziale perché non include chi è partito e di cui si sono perse le tracce. Sulla medesima rotta, negli ultimi dieci anni, le vittime sono 33.362.

Da Rivisondoli, in Abruzzo, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi afferma che «quest'anno, anche se siamo appena a un mese, si registrano la metà degli arrivi di migranti rispetto all'anno scorso, che pure erano al -60% rispetto al periodo critico dei 2 anni precedenti» e annuncia che il governo sta «mettendo in campo iniziative molto forti per avere un'ulteriore e significativa riduzione degli sbarchi. Ci confrontiamo spesso informalmente anche con Matteo Salvini, che ha un dossier ministeriale diverso ma è un leader politico importante e di riferimento».

Replica il vicepresidente del gruppo Avs alla Camera, Marco Grimaldi: «Piantedosi si vanta di aver dimezzato gli sbarchi, ma tace su cosa accade a chi fugge da guerre e fame. Ridurre gli arrivi non è un merito se il prezzo da pagare è la disumanità e l'abbandono dei diritti umani. Il governo trasforma il Mediterraneo in un cimitero e chiama questo “successo”. Respingimenti, accordi con dittature e silenzi sulle torture nei lager libici. Altro che numeri: qui si misura soltanto la vergogna».