il caso
A San Gregorio magistrati in parrocchia per spiegare il No alla riforma: “processo” social al prete
Un incontro al centro della polemica. La toga per il Sì insorge. Il parroco: “Chiesa aperta a tutti i fronti”
Un sabato sera in parrocchia per discutere della riforma sulla giustizia con due magistrati schierati per il No al Referendum. Il caso (con polemica social) è servito. Ed è tutto interno alle toghe.
La chiesa dell’Immacolata di San Gregorio, in provincia di Catania, ha ospitato un incontro dal titolo “Dialoghi sulla riforma costituzionale Nordio” con relatori il procuratore aggiunto di Catania, Agata Santonocito, e Marco Mazzullo, magistrato ordinario in Tirocinio alla Corte d’Appello etnea. Nella locandina il logo del comitato “Giusto Dire No”. Ed è stata proprio la mancanza del “confronto fra il Sì e il No” a fare insorgere sui social la magistrata Carmen Giuffrida, informata dalla sorella dell’incontro monocorde. La toga si è indignata: “Alla fine della messa il prete invita i fedeli a fermarsi per avere chiarimenti sul contenuto del referendum. Ovviamente chi è che ‘forniva chiarimenti’? Due magistrati dichiaratamente per il no! Santonocito, notoriamente vicina a Unicost, e un ragazzetto appena entrato in magistratura”.
Giuffrida (catanese ma in servizio in un altro distretto giudiziario con esperienze all’estero) evoca i “canoni correntizi” a cui “non mi sono mai voluta piegare dal mio ingresso in magistratura”. La “sentenza” di Giuffrida è severa. I toni, forse, scomposti: “Quello che mi viene da dire è solo ‘vergognatevi’: si vergogni il prete per aver messo a disposizione un luogo di culto, subito dopo la santa messa, per indurre i fedeli a votare no! E vergognatevi, voi, colleghi perché siete talmente vigliacchi da non riuscire neanche a confrontarvi con chi la pensa diversamente da voi”.
Santonocito, contattata da La Sicilia, con estrema serenità afferma: “Ho letto il post che mi ha stupito per i toni ingiustificatamente offensivi. Come componenti del comitato per il No sentiamo il dovere di chiarire tecnicamente, a chi è disposto ad ascoltarci, i termini della riforma”.
Il parroco dell’Immacolata di San Gregorio è padre Andrea Consoli. Trentasei anni, giurista. È arrivato da qualche mese in Sicilia. “Io sono chiamato a formare le coscienze alla sete di conoscenza”, dice il prete. L’incontro - sottolinea - è stato “tecnico-giuridico” su una riforma che riguarda tutti. Respinge le accuse sull’aver dato un’indicazione specifica di voto: “Io sono del partito di Gesù Cristo”. L’incontro è nato da una proposta di Mazzullo, che il sacerdote ha visto come opportunità. E ora è aperto a ospitare in Chiesa (purtroppo non ho altri spazi) anche “giuristi del fronte del Sì che possano spiegare aspetti tecnici sulla riforma della giustizia”.
La mancanza di contraddittorio è stata sollevata anche durante l’incontro a cui hanno partecipato una quarantina di persone. “Avrei preferito che ci fosse anche un rappresentante del fronte del Sì”, ha detto un preparato e garbato uditore. Ed è stato un aspetto che ha sottolineato nel suo breve intervento anche il sindaco di San Gregorio, Seby Sgroi: “Ho saputo dell’incontro dai social e ho voluto esserci. Ma per un’informazione più completa per i cittadini sarebbe stato secondo me opportuno dare spazio anche a chi rappresenta il fronte del Sì”.