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una nuova ferita

Il risveglio amaro di Niscemi per i 500 sfollati, tra paura e rabbia: «Rischio di isolamento»

Ieri prima un fragore e poi il terrore: danni pesanti, Sp 12 e 10 chiuse L’incubo del precedente nel 1997. Musumeci e Schifani: subito interventi

26 Gennaio 2026, 07:16

Il risveglio amaro di Niscemi per i 500 sfollati, tra paura e rabbia: «Rischio di isolamento»

Un altro terribile fragore ieri pomeriggio in città ha portato terrore e devastazione. Ancora tremori e vibrazioni lungo l’intero versante collinare Sud che è tornato improvvisamente a spaccarsi ed a franare fino alla Sp 10 Niscemi-Ponte Olivo, come pure il costone retrostante alla Sp 11 Niscemi-Priolo, prima con lesioni e poi con l’apertura di crepe continue nel terreno, che si allargavano a vista d’occhio.

Numerosi i residenti della zona che, presi dal panico, sono scesi in strada raggiungendo la vicina terrazza del quartiere Sante Croci, già danneggiato irrimediabilmente dalla frana del 12 ottobre 1997 che squarciò le mura di abitazioni, attività produttive e l’antica chiesa Sante Croci che poi vennero demoliti.

Ieri pomeriggio l’impressionante smottamento dell’intero piazzale di Sante Croci ha provocato un dislivello di circa 7 metri, sotto gli occhi inorriditi dei residenti nelle strade vicine e quelli del sindaco Massimiliano Conti, di alcuni assessori e di diversi poliziotti del Commissariato che avevano appena raggiunto la zona, già resa fantasma dalla terribile frana del 1997.

Quello di ieri è il terzo dissesto idrogeologico di vastissime proporzioni che si verifica nell’arco di 29 anni sul pendio collinare di Niscemi. Il secondo evento calamitoso sulla fascia collinare Sud che - dopo la frana del 1997 - ieri ha dato il definitivo colpo di grazia a ciò che di spettrale era rimasto nel quartiere Sante Croci. Ed è il secondo dissesto nell’arco di appena 9 giorni, ovvero dall’evento franoso del 16 gennaio scorso che ha colpito il versante collinare Ovest per una estensione di 1 chilometro e 600 metri e che ha causato lo sprofondamento (con un dislivello sempre di 7 metri), della Sp 12 Niscemi-Passo Cerasaro, e lo spappolamento dell’asfalto in più punti.

La frana del versante collinare Sud ieri pomeriggio, con un fronte di diversi chilometri sia in lunghezza che in larghezza, si è propagata con faglie che si sono manifestate sotto il Belvedere di Niscemi e lungo i quartieri Sante Croci e Pirillo e il torrente Benefizio, e con squarci sulla Sp 10 e nel costone retrostante la Sp 11.

Un altro incubo ed una ferita mai cicatrizzata che torna a riaprirsi inesorabilmente e ad assillare la città con un clima di paura e grande preoccupazione.

Un via vai continuo ieri pomeriggio di mezzi dei Vigili del fuoco, della Protezione civile, della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Polizia locale a sirene spiegate per cercare di mettere in sicurezza ed evacuare dalle loro abitazioni i residenti nelle strade più vicine al versante collinare Sud, nei quartieri Sante Croci, Trappeto e Pirillo. Il sindaco Massimiliano Conti ha disposto nell’imminenza dell’evento franoso lo sgombero dei residenti delle abitazioni site nelle vie Camiolo, Popolo, Masaracchio e Gradini, e la chiusura al transito delle Sp 10 Niscemi-Ponte Olivo ed Sp 11 Niscemi-Priolo.

Considerata l’interdizione alla circolazione stradale della Sp 12 Niscemi-Passo Cerasaro, la città adesso viene a trovarsi gravemente isolata e con le uniche strade percorribili che restano la Provinciale 10 in direzione di Caltagirone e la Sp 31 per Feudo Nobile che porta alla Ss 115.

Uno scenario da terremoto quello di ieri pomeriggio in città, con tante persone atterrite e le lacrime agli occhi per dovere lasciare le loro case. «Sembra di vivere un incubo - ha detto una residente - la paura è tanta, la tristezza infinita, dobbiamo lasciare le nostre case, prendere gli indumenti essenziali, senza sapere dove andare e se e quando potremo rientrare. È un dolore enorme, è incredibile quello che stiamo vivendo. Le Istituzioni non ci abbandonino».

La nuova frana avrebbe danneggiato anche la palestra del plesso San Giuseppe.

Intanto il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, in una nota afferma di «seguire l’evoluzione del grave fenomeno franoso che sta interessando un intero quartiere di Niscemi. Le alterazioni del terreno si sono accentuate nelle ultime ore, probabilmente anche a causa delle piogge intense, ed è stato necessario evacuare alcune famiglie. Ho sentito il sindaco Massimiliano Conti, assicurando la massima collaborazione del governo Meloni e del Dipartimento nazionale di Protezione civile, che ha già disposto l’invio di un team di tecnici, a supporto del personale regionale e locale già attivo».

Anche il governatore Renato Schifani segue l’evolversi della situazione. «Sono in stretto contatto - ha detto ieri - con il capo della nostra Protezione civile, Salvo Cocina, che si sta recando sul posto per coordinare gli interventi necessari. La Regione è pronta a fare tutto il possibile per garantire la sicurezza dei cittadini, dare assistenza agli sfollati, molti a titolo precauzionale, e ripristinare al più presto i collegamenti viari».

Nella Palestra “Pio La Torre” è stato attivato il centro operativo per coordinare la sistemazione degli sfollati. Per oggi è stata disposta dal sindaco la chiusura di tutte le scuole.

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