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il dissesto

Niscemi, nella notte la frana è cresciuta ancora di altri tre metri. Protezione civile in allarme

Il capo Salvo Cocina è sul posto, disposte altre rilevazioni. Evacuate da ieri 500 persone

26 Gennaio 2026, 09:03

Niscemi, nella notte la frana è cresciuta ancora di altri tre metri. Protezione civile in allarme

Nella notte la frana che interessa Niscemi, importante centro della provincia di Caltanissetta, “si è mossa ancora e si è estesa in direzione Gela”. Inoltre, “l’abbassamento è aumentato da 7 a 10 metri lineari”. A riferirlo all’Adnkronos è il capo della Protezione civile della Sicilia, Salvo Cocina, che da ieri sera si trova a Niscemi per seguire da vicino l’evoluzione della situazione.

Cocina ha disposto l’invio dei propri funzionari “per supportare il Comune e due geologi esperti”. Per domani è atteso l’arrivo del professor Casagli, docente di Geologia applicata all’Università di Firenze e presidente dell’OGS.

Numerosi i residenti della zona che, presi dal panico, sono scesi in strada raggiungendo la vicina terrazza del quartiere Sante Croci, già danneggiato irrimediabilmente dalla frana del 12 ottobre 1997 che squarciò le mura di abitazioni, attività produttive e l’antica chiesa Sante Croci che poi vennero demoliti.

Ieri pomeriggio l’impressionante smottamento dell’intero piazzale di Sante Croci ha provocato un dislivello di circa 7 metri, sotto gli occhi inorriditi dei residenti nelle strade vicine e quelli del sindaco Massimiliano Conti, di alcuni assessori e di diversi poliziotti del Commissariato che avevano appena raggiunto la zona, già resa fantasma dalla terribile frana del 1997.

Quello di ieri è il terzo dissesto idrogeologico di vastissime proporzioni che si verifica nell’arco di 29 anni sul pendio collinare di Niscemi. Il secondo evento calamitoso sulla fascia collinare Sud che - dopo la frana del 1997 - ieri ha dato il definitivo colpo di grazia a ciò che di spettrale era rimasto nel quartiere Sante Croci. Ed è il secondo dissesto nell’arco di appena 9 giorni, ovvero dall’evento franoso del 16 gennaio scorso che ha colpito il versante collinare Ovest per una estensione di 1 chilometro e 600 metri e che ha causato lo sprofondamento (con un dislivello sempre di 7 metri), della Sp 12 Niscemi-Passo Cerasaro, e lo spappolamento dell’asfalto in più punti.

La frana del versante collinare Sud ieri pomeriggio, con un fronte di diversi chilometri sia in lunghezza che in larghezza, si è propagata con faglie che si sono manifestate sotto il Belvedere di Niscemi e lungo i quartieri Sante Croci e Pirillo e il torrente Benefizio, e con squarci sulla Sp 10 e nel costone retrostante la Sp 11.

Considerata l’interdizione alla circolazione stradale della Sp 12 Niscemi-Passo Cerasaro, la città adesso viene a trovarsi gravemente isolata e con le uniche strade percorribili che restano la Provinciale 10 in direzione di Caltagirone e la Sp 31 per Feudo Nobile che porta alla Ss 115.

Uno scenario da terremoto quello di ieri pomeriggio in città, con tante persone atterrite e le lacrime agli occhi per dovere lasciare le loro case. «Sembra di vivere un incubo - ha detto una residente - la paura è tanta, la tristezza infinita, dobbiamo lasciare le nostre case, prendere gli indumenti essenziali, senza sapere dove andare e se e quando potremo rientrare. È un dolore enorme, è incredibile quello che stiamo vivendo. Le Istituzioni non ci abbandonino».