la situazione
Gli esperti: «La messa in sicurezza della zona costiera non si può rinviare»
Il geologo Scicchitano: «Il ciclone Harry ha prodotto danni superiori rispetto alle mareggiate degli ultimi vent’anni»
«Le prime analisi di campo post-evento indicano che il ciclone Harry ha prodotto effetti e danni significativamente superiori rispetto alle mareggiate più intense registrate lungo le coste della Sicilia orientale negli ultimi venti anni». Lo sostiene Gianfranco Scicchitano, professore associato di Geomorfologia al Dipartimento di Scienze delle Terra e Geoambientali dell'università di Bari e responsabile scientifico dell'Ageosir, l'associazione siracusana dei geologi.
Il monitoraggio costiero negli ultimi decenni dimostrerebbe che non siano stati osservati impatti di pari entità, nemmeno in occasione del passaggio di uragani mediterranei (medicane) quali Qendresa, Zorbas e Apollo.
«Lo spettro degli effetti – dice il professore Scicchitano - risulta particolarmente variegato e la scala spaziale dell’impatto molto più estesa rispetto ad altri eventi estremi recenti».
Parallelamente alle indagini di campo, sono in corso le attività di raccolta e analisi dei dati per la caratterizzazione quantitativa dell’evento, con particolare riferimento a dati ondametrici e mareografici, oltre a dati satellitari.
«L’evento – prosegue Sciacchitano - sta attirando una crescente attenzione da parte della comunità scientifica e sarà probabilmente destinato a rappresentare un caso di studio di riferimento per la definizione della vulnerabilità costiera agli impatti di eventi di vento e moto ondoso estremi».
Sott'accusa, l'inadeguata pianificazione e la mancanza di interventi strutturali che hanno amplificato gli effetti dell’evento.
«L’approfondimento delle dinamiche – conclude il professor Scicchitano - che hanno caratterizzato il ciclone Harry potrà contribuire in modo significativo a una migliore pianificazione territoriale, alla valutazione del rischio costiero e al potenziamento delle strategie di protezione civile, fornendo indicazioni utili per la gestione di eventi analoghi in un contesto di cambiamento climatico».
Per Ageosir, quindi, la messa in sicurezza delle coste, che rappresenta uno dei capitoli più delicati e ancora aperti del dissesto idrogeologico siciliano, non può più essere rinviata. Difesa del suolo, programmazione e strumenti urbanistici aggiornati devono tornare ad essere elementi centrali delle politiche territoriali.