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la storia

Tre vittime del naufragio di Lampedusa del 2013 riconosciute dopo quasi tredici anni

Il peschereccio colato a picco vicino l'Isola dei Conigli con 398 persone a bordo: identificate a Utrecht con la comunità eritrea che ha mobilitato parenti e raccolto campioni per il confronto del DNA

26 Gennaio 2026, 09:39

Tre vittime del naufragio di Lampedusa del 2013 riconosciute dopo quasi tredici anni

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Tre delle vittime del naufragio del 3 ottobre 2013 al largo di Lampedusa, in cui persero la vita 368 persone, sono state finalmente identificate.

È il primo esito della missione lampo del Comitato 3 Ottobre e dei medici del Labanof dell’Università di Milano a Utrecht, nei Paesi Bassi.

A rendere possibile l’iniziativa sono stati due giovani fratelli eritrei: uno residente e impiegato in Germania, l’altro al lavoro in un bar-ristorante italiano di Utrecht.

Hanno rintracciato connazionali eritrei che vivono nei Paesi Bassi e che hanno perso figli, fratelli e sorelle nella strage di dodici anni fa, mettendo inoltre a disposizione il loro appartamento per i colloqui e per il prelievo di campioni salivari utili alla tracciatura del Dna.

Un gesto di solidarietà tra sconosciuti, legati dalla stessa origine e dalla ferita di un naufragio che ha lasciato ancora molte vittime senza identità.

«Sapevamo che, durante l’annuale commemorazione, a Lampedusa, c’era la possibilità di fare il prelievo del Dna – raccontano –: era da otto anni che provavamo a farlo, cercando di andare a Lampedusa, ma non ci siamo riusciti. Abbiamo saputo tramite i social che c’era questa opportunità e quindi abbiamo chiamato a raccolta i parenti dei connazionali morti in quel naufragio».

Tra social e WhatsApp si sono dati appuntamento al quarto piano di una palazzina di edilizia popolare a Utrecht. Erano attesi dieci familiari disposti a sottoporsi al tampone salivare, necessario per acquisire il profilo genetico da confrontare con quello dei resti recuperati.

A sorpresa, si sono presentati anche altri due congiunti di eritrei di cui non si hanno più notizie e che si ritiene fossero a bordo del peschereccio di 20 metri affondato davanti all’Isola dei Conigli. In quella tragedia i superstiti furono 155.