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la retata

Vuoto Sangani riempito dal crack: "Game Over" per i nuovi capi dello spaccio a Randazzo

Operazione dei carabinieri: 14 arresti per una presunta organizzazione che avrebbe prodotto e spacciato droga

26 Gennaio 2026, 10:51

11:18

Vuoto Sangani riempito dal crack: "Game Over" per i nuovi capi dello spaccio a Randazzo

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Dalle prime ore dell’alba, i Carabinieri del Comando Provinciale di Catania stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 14 persone, accusate a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti. (guarda il video)

L’operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e battezzata "Game Over", ha colpito una nuova compagine criminale che mirava a egemonizzare il mercato della droga nel territorio di Randazzo.

L’inchiesta, condotta dal Nucleo Operativo della Compagnia di Randazzo tra novembre 2022 e giugno 2023, è scaturita dalla necessità di fotografare i nuovi equilibri criminali dopo il duro colpo inferto al clan Sangani con l’operazione "Terra Bruciata" dell’ottobre 2022.

Con l’arresto dei vertici storici — tra cui Salvatore Sangani, i figli e un nipote — si era creato un vuoto che un nuovo sodalizio avrebbe tentato di colmare per intercettare i profitti illeciti.

Secondo gli inquirenti, a guidare la presunta organizzazione sarebbero Cristian Sabato e Danilo Giovanni Sapiente.

Gli accertamenti delineano un quadro in cui la compagine, approfittando dell’assenza dei vecchi boss, si sarebbe imposta rapidamente sul territorio, avvalendosi di una rete di affiliati attratti dalla prospettiva di "facili guadagni". Emblematico un episodio intercettato in cui Sabato, dialogando con alcuni complici, si sarebbe autoproclamato "l'unico soggetto che poteva dare l'autorizzazione per spacciare" a Randazzo, definendo il proprio ruolo di capo e quello degli altri come gregari e "picciotti".

Particolarmente allarmante, per gli investigatori, la tipologia delle sostanze trattate. Oltre a marijuana e cocaina, il gruppo si sarebbe specializzato nella produzione e distribuzione di crack: se in passato i consumatori di Randazzo erano costretti a recarsi a Catania, l’organizzazione puntava a "cucinare" e distribuire il crack direttamente in loco, rendendo facilmente accessibile una sostanza a basso costo e dagli effetti spiccatamente psicotici.

L’attività non si sarebbe limitata al solo comprensorio randazzese: il 1° maggio 2023 alcuni membri del sodalizio si sarebbero recati a Catania, in occasione di un importante evento di musica elettronica dal vivo, con l’obiettivo di smerciare droghe sintetiche, in particolare ecstasy.

Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania ha disposto la custodia cautelare in carcere per la maggior parte degli indagati, mentre per un ulteriore soggetto è stato ordinato l’interrogatorio preventivo.

Le contestazioni, ancora nella fase delle indagini preliminari, saranno vagliate nel contraddittorio tra le parti; per tutti gli indagati vale la presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva.

La Procura sottolinea che le attività investigative sono state corroborate da diversi arresti in flagranza e sequestri di stupefacenti, confermando l’esistenza di un organigramma strutturato dedito all’approvvigionamento e alla cessione di droga.