cantieri nel mirino
Sicurezza sul lavoro, blitz a Raffadali: l'Ispettorato scongiura il rischio cadute e sanziona due imprese
Al termine dei controlli sono state comminate ammende per un valore complessivo di 2.420,53 euro
Non si ferma l'attività di monitoraggio nei luoghi di lavoro della provincia di Agrigento. Nella giornata del 22 gennaio 2026, il personale ispettivo dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha passato al setaccio il settore edilizio di Raffadali, focalizzando l'attenzione sul rispetto delle norme in materia di salute e sicurezza, pilastri fondamentali per la prevenzione degli infortuni.
Ponteggi non a norma e ostacoli: le violazioni
L’ispezione ha riguardato un cantiere locale dove operavano contemporaneamente due diverse imprese. Nonostante l'esiguo numero di lavoratori presenti al momento del controllo – appena due operai – gli ispettori hanno riscontrato criticità significative che avrebbero potuto compromettere seriamente l'incolumità del personale.
La prima irregolarità, che ha portato a un immediato provvedimento di prescrizione, ha riguardato l’utilizzo di un ponte su cavalletti non conforme ai requisiti minimi di sicurezza. Un'attrezzatura instabile o non omologata rappresenta, nel settore edile, una delle principali cause di cadute dall'alto.
Per la seconda impresa, invece, la contestazione ha riguardato l'organizzazione logistica del cantiere. I locali sono risultati ingombri di materiali di scarto e attrezzature abbandonate che ostruivano pavimenti e passaggi, impedendo una circolazione fluida e sicura, condizione necessaria per garantire una rapida evacuazione in caso di emergenza.
Il bilancio dell'operazione
L'intervento si è concluso con l'elevazione di ammende per un valore complessivo di 2.420,53 euro. Le sanzioni amministrative e penali sottolineano la linea di "tolleranza zero" adottata dall'Ispettorato per contrastare il fenomeno delle irregolarità nei cantieri. L'attività di vigilanza resterà alta in tutto il territorio agrigentino, con l'obiettivo di sensibilizzare le imprese verso una cultura della sicurezza che non sia vista come un mero onere burocratico, ma come una tutela imprescindibile per la vita umana.