Il post ciclone
Porto di Riposto, piano di emergenza: collaudare il primo bacino per “salvare” i pescatori
Ricognizione tecnica con Demanio, Guardia costiera e Amministrazione: tra le priorità la mappatura subacquea dei detriti
Nella cittadina marinara si pensa al futuro del molo foraneo la cui agibilità è fortemente compromessa, individuando delle soluzioni per la messa in sicurezza, salvaguardando, nel contempo, la marineria ripostese. Dopo la devastazione del ciclone Harry, si è passati alla fase operativa per evitare che la paralisi dello scalo si trasformi in un colpo mortale per la marineria locale.
Ieri mattina lunga ricognizione nell'area portuale per tracciare la "road map" della ricostruzione, cercando un equilibrio difficile tra sicurezza e sopravvivenza economica. Al sopralluogo hanno preso parte i tecnici del Demanio Marittimo di Catania (gli ing. Lino Azzarello e Danilo Guglielmino), il comandante del Circomare Arturo Laudato, il sindaco Davide Vasta, il deputato Ars Santo Primavera e la consigliera Mariella Di Guardo. In questa fase emergenziale i pescherecci della flotta ripostese stanno ormeggiando all'interno del primo bacino portuale, infrastruttura sprovvista di collaudo. È emersa l'urgenza di una relazione geologica approfondita, affidata al Genio civile, per verificare se la tenuta statica delle infrastrutture sia stata compromessa dal movimento sotterraneo delle onde.
Il comandante della Guardia Costiera, Laudato, ha delineato le prossime mosse operative per bonificare lo specchio d'acqua. È previsto, a breve, l'impiego di sub per mappare e rimuovere i detriti finiti sul fondo. Entro pochi giorni inizieranno anche le operazioni per sollevare il peschereccio semi-affondato che ostruisce parte del bacino. Dal canto suo il deputato regionale Primavera, di concerto con il sindaco Vasta, intende accelerare le procedure per rendere pienamente operativo, effettuando i necessari collaudi, il primo bacino portuale, nella prospettiva che, già dalla prossima estate, aumenterà considerevolmente il numero delle imbarcazioni e, in questo senso, si rende necessario un tavolo con i tecnici del dipartimento Infrastrutture della Regione.