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il fronte

Frana a Niscemi: al via nuovi sgomberi. Musumeci partecipa al vertice e promette l'impegno del Governo

Soccorsi mobilitati per stabilizzare e cercare di prevenire ulteriori danni

26 Gennaio 2026, 20:38

21:23

Frana a Niscemi: al via nuovi sgomberi. Musumeci partecipa al vertice e promette l'impegno del Governo

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È salito a 1.500 unità il numero degli abitanti di Niscemi coinvolti nella cosiddetta zona rossa della frana che da oltre 24 ore tiene impegnata la protezione civile locale, regionale e nazionale. La calamità, innescata da piogge torrenziali abbatutesi sulla Sicilia centrale negli ultimi giorni, ha aggravato una situazione già precaria nel territorio collinare della provincia di Caltanissetta. Per precauzione, la fascia di rispetto è passata da 100 a 150 metri, mentre la linea di frana ha raggiunto i quattro chilometri, isolando interi quartieri e minacciando infrastrutture vitali come strade provinciali e reti idriche.

Il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, al termine della riunione dell' Unità di crisi alla Protezione civile di Roma, ha tracciato un bilancio drammatico ma ha voluto lanciare un messaggio di solidarietà e concretezza. “Ho voluto, dalla Unità di crisi di Roma, rivolgere un sincero ringraziamento anche da parte della premier Giorgia Meloni a quanti, dal prefetto agli amministratori comunali, Forze dell'Ordine, Vigili del fuoco, tecnici, volontari si stanno prodigando per mettere in sicurezza i cittadini e ridurne i disagi. Ho assicurato che il governo nazionale farà la sua parte fino in fondo”, ha dichiarato Musumeci, che ha partecipato alla seduta assieme al capo dipartimento Fabio Ciciliano.

La dinamica del disastro

La frana si è attivata nella tarda serata di sabato 25 gennaio, quando un violento nubifragio ha scaricato oltre 200 millimetri di pioggia in poche ore sulle colline di Niscemi, nota per le sue cave di calcare e il Muos. Il movimento di terreno, iniziato su un pendio instabile tra contrada Ulrici e la via Tomasello, ha proseguito la sua corsa inglobando terreni agricoli, abitazioni sparse e porzioni della SS 192. Tecnici del genio civile regionale hanno monitorato il fronte con droni e sensori geologici, confermando un'espansione continua: da un iniziale chilometro, la linea di faglia si è estesa a quattro chilometri, con smottamenti secondari che hanno ostruito canali di scolo e provocato allagamenti diffusi.

Le autorità hanno immediatamente elevato al massimo livello di allerta la zona rossa, estendendo la fascia di rispetto per tutelare circa 1.500 residenti, molti dei quali evacuati nelle prime ore con l'ausilio di unità cinofile e mezzi cingolati. Famiglie intere, soprattutto anziani e bambini, sono state ricollocate in strutture alberghiere e palestre comunali a Niscemi e Gela, con il supporto della Croce Rossa Italiana e di associazioni di volontariato locali. Non si registrano al momento vittime, ma il bilancio provvisorio parla di 20 abitazioni lesionate, 15 veicoli travolti dal fango e danni per milioni di euro all'agricoltura, con vigneti e uliveti sepolti sotto metri di detriti.

Intervento coordinato a più livelli

La risposta emergenziale è stata rapidissima e multilivello. La Protezione Civile siciliana, diretta dal presidente della Regione Renato Schifani, ha mobilitato 150 operatori tra locali e regionali, integrati da squadre nazionali del dipartimento guidato da Musumeci. Vigili del Fuoco del comando provinciale di Caltanissetta, con l'appoggio di eliportati da Palermo e Catania, stanno rimuovendo blocchi di terra compatti e consolidando i versanti con reti paramassi. Le Forze dell'Ordine presidiano i varchi di accesso alla zona rossa, mentre l'Esercito ha dispiegato il 4° Reggimento Genio Guastatori per interventi di ingegneria pesante.

Il prefetto di Caltanissetta, Cosimo Di Puglia, ha presieduto il Centro Coordinamento Soccorsi (CCS) attivato nel Comune di Niscemi, coordinando il sindaco Massimiliano Conti e i vertici delle istituzioni locali. “Siamo al fianco dei nostri cittadini in questa lotta contro la natura impazzita, ma la prevenzione deve diventare priorità assoluta”, ha commentato la prima cittadina, annunciando una richiesta di stato di emergenza nazionale. Musumeci, ex governatore siciliano con profonda conoscenza del territorio, ha sottolineato il ruolo cruciale dei volontari: “Da Niscemi a Roma, tutti uniti per non lasciare solo nessuno”.

Il contesto idrogeologico siciliano

Niscemi non è nuova a eventi franosi: il territorio, parte del bacino idrografico del fiume Salso, soffre di un dissesto geologico cronico aggravato da abusivismo edilizio degli anni '70-'80 e cambiamenti climatici. Secondo i dati dell'Osservatorio per la Difesa del Suolo della Regione Sicilia, oltre il 40% del territorio calatino è a rischio medio-alto di frane, con eventi simili registrati nel 2018 e 2021. Esperti dell'Università di Catania, intervenuti sul posto, ipotizzano che l'innesco sia legato a saturazione dei suoli e vibrazioni indotte dal traffico pesante sulla SS 115, in attesa di manutenzione da anni.

La premier Giorgia Meloni, informata in tempo reale, ha contattato personalmente Musumeci per ribadire l'impegno del governo: fondi dal Fondo Solidarietà Europea e deroga ai vincoli di bilancio per la ricostruzione. Intanto, la Protezione Civile monitora altre zone a rischio in Sicilia, da Agrigento a Messina, dove le previsioni meteo annunciano ulteriori piogge fino a mercoledì.

Prospettive e lezioni apprese

L'Unità di crisi romana ha delineato un piano a fasi: stabilizzazione immediata entro 48 ore, rimozione detriti entro una settimana e ripristino viabilità in 15 giorni. Musumeci ha annunciato un'ispezione lampo sul posto martedì, con Ciciliano, per valutare danni e avviare gare d'appalto per opere di mitigazione, tra cui nuovi sistemi di monitoraggio IoT e forestazione strategica.

Per i cittadini di Niscemi, questa frana è un monito: servono investimenti strutturali in prevenzione, non solo emergenze. La solidarietà nazionale, evocata dal ministro, potrebbe essere il volano per un Piano Sicilia Sicura 2.0, integrando fondi PNRR residui e risorse statali. Mentre le ruspe lavorano senza sosta, la comunità attende normalità, ma sa che la terra sotto i piedi resta fragile.