San Berillo
Catania, cambia il masterplan di corso dei Martiri: «Entro metà febbraio il progetto», con meno negozi ma più alberghi
I tempi dati dalla nuova proprietà si sono notevolmente allungati rispetto alle previsioni: la presentazione alla città doveva avvenire entro la fine di maggio 2025
Ad aprile 2025, quando è stata data la notizia del passaggio di proprietà dei terreni di corso dei Martiri, si era detto che il nuovo progetto sarebbe stato presentato alla città entro la fine di maggio, tutt’al più entro l’inizio dell’estate. L’estate è iniziata e passata, pure l’autunno, è cominciato un anno nuovo e gennaio è agli sgoccioli eppure di quel progetto non c’è ancora traccia. Il nuovo nodo da fare al fazzoletto, però, ha adesso una data di massima: metà febbraio, almeno per l’amministrazione comunale.
I progettisti starebbero lavorando a un nuovo modello progettuale «che verrà presentato al sindaco e ai suoi collaboratori», dice Giancarlo Ciacciofera, commercialista con radici palermitane e sguardo globale, patron e frontman dell’iniziativa commerciale che vuole cambiare corso dei Martiri e, con esso, Catania. Il famoso masterplan dell’archistar Mario Cucinella, che ha disegnato la promenade di viali e verde che i cittadini sono ormai abituati a conoscere, subirà delle modifiche. «Ci sarà una rimodulazione con meno commerciale e più alberghiero di qualità, ciò di cui Catania ha più bisogno», sottolinea ancora Ciacciofera.
Per mesi si è atteso il momento in cui i nuovi proprietari delle società Istica e Cecos si mostrassero alla città. La scorsa primavera doveva essere imminente, poi il tempo ha cominciato ad accumularsi. A un certo punto, nei corridoi di Palazzo degli Elefanti si diceva che prima di Natale 2025 sarebbe stato svelato il nuovo progetto, che ormai ci si era quasi. Così, però, non è accaduto. Un’altra cosa che non si è verificata è l’acquisto delle quote della società Risanamento San Berillo, di proprietà al cento per cento di Tecnis spa, da parte del gruppo di cui Giancarlo Ciacciofera è rappresentante. Tecnis, in amministrazione straordinaria per «stato di insolvenza» aveva messo all’asta Risanamento San Berillo nel 2024, in quanto «titolare di una cubatura urbanistica pari a 40.092 metri cubi, che rappresenta il 17,5 per cento dell'intero volume urbanistico edificabile». Eppure la soluzione non è arrivata dalla procedura competitiva. Ciacciofera, intervistato dal nostro quotidiano ad aprile, aveva dichiarato di avere presentato un’offerta di acquisto. La società, però, di Tecnis era e di Tecnis è rimasta.
Nel frattempo, mentre le fosse rimangono dove sono, quella zona di città va avanti. Proseguono i lavori per la Cittadella giudiziaria di viale Africa, le cui impalcature rimangono simbolo di operosità. Accanto, dopo l’incendio del Cutuliscio, lo storico teatro del centro fieristico Le Ciminiere di Catania, si ragiona di investimenti multimilionari (anche se di progetti, ancora, non se ne sono visti). Si avvia verso una nuova strada anche l’ex raffineria di zolfo Alonzo e Consoli di viale Africa, proprio accanto al futuro Palazzo di Giustizia: l’immobile comunale è finito all’interno di un accordo di “scambio” tra Palazzo degli Elefanti e l’Agenzia del demanio. Un progetto di cooperazione interistituzionale che prevede, tra l’altro, il partenariato pubblico-privato.
Le prospettive future, insomma, parlano di rinnovamento. Il nuovo proprietario dice che l’attesa per avere un assaggio di novità anche su corso dei Martiri durerà al massimo qualche altra settimana. Ma la città aspetta da settant’anni.