17 febbraio 2026 - Aggiornato alle 00:32
×

il report

Traffico, Palermo maglia nera d'Italia: chiusi in macchina 4 giorni l’anno, «Trasporto pubblico inefficiente»

La classifica TomTom sulle città con più ingorghi: nel capoluogo tempi più lunghi del 51 per cento

27 Gennaio 2026, 06:00

Traffico, Palermo maglia nera d'Italia: chiusi in macchina 4 giorni l’anno, «Trasporto pubblico inefficiente»

Seguici su

Quando si parla di traffico, in Italia nessuno fa peggio di Palermo. Nell’annuale Traffic Index di TomTom, che raccoglie dati in forma anonima dai suoi navigatori satellitari, il capoluogo nel 2025 è in cima alla poco invidiabile classifica di città più trafficata del Paese, scalzando persino Roma, con un indice del livello di congestione del 51%. Sul podio, al secondo posto, c’è Milano con un indice del 49% e al terzo Catania, con il 47%. La percentuale indica l’aumento dei tempi di percorrenza dovuto al traffico veicolare rispetto a quello che ci si aspetterebbe, su una determinata strada, in condizioni ottimali.

A Palermo dunque il traffico fa allungare del 51% il tempo passato in auto, costringendo gli automobilisti a trascorrere ogni anno in media 98 ore, pari a più di 4 giorni, bloccati alla guida. Che muoversi in macchina in città sia un vero incubo non è una novità ma i dati forniti da TomTom mettono in luce un peggioramento: rispetto all’anno scorso infatti i tempi di percorrenza sono aumentati di 3 ore e 50 minuti, il che significa che le vetture vanno a una velocità media di 27,1 chilometri orari mentre, per percorrere appena dieci chilometri, servono circa 28 minuti.

«La responsabilità - dice Carmelo Miceli, consigliere comunale e coordinatore regionale per la Sicilia di Progetto Civico Italia - non è esclusivamente degli automobilisti indisciplinati, lo scaricabile nei confronti dei cittadini bloccati nelle proprie auto non funziona più. La responsabilità è di una cattiva amministrazione - continua Miceli - che ha organizzato un trasporto pubblico poco efficiente e che non porta avanti politiche di riduzione del traffico, né alternative credibili al trasporto con le auto private».

Ma perché il capoluogo è primo in classifica? Secondo i redattori di Mobilita Palermo, un network che da anni cerca di promuovere interventi volti a migliorare la qualità della vita e lo sviluppo infrastrutturale in città, i motivi sarebbero noti ma ignorati: «TomTom misura i numeri, ma le cause le conosciamo noi – si legge sul sito web - parcheggio selvaggio che riduce le corsie reali, doppie file croniche, assenza totale di controlli, trasporto pubblico debole, zero politiche di riduzione del traffico, nessuna alternativa credibile all’auto. Il risultato è un modello di mobilità che non esiste: ognuno si arrangia, e la città si blocca».

L’elevata congestione stradale ha un effetto negativo diretto sulla produttività e sulla qualità di vita dei cittadini ma è difficile prevedere un miglioramento a breve termine, neanche con l’imminente apertura delle nuove fermate dell’anello ferroviario Politeama e Porto e con i cantieri del tram che partiranno nei prossimi mesi.

«Milano e Roma hanno più abitanti, più pendolari, più attività economiche – si legge sul sito di Mobilita Palermo - eppure il capoluogo siciliano, con meno popolazione e meno spostamenti, riesce comunque a stare davanti a tutti. Questo è il dato più inquietante».

Per Ralf-Peter Schäfer, vice presidente di TomTom e uno degli ideatori dell’annuale Index, «serve una pianificazione intelligente della mobilità che sappia combinare il potenziamento del trasporto pubblico e incentivi concreti al car sharing». Peccato che proprio dal maggio scorso Amigo, il servizio di car sharing gestito da Amat, abbia chiuso i battenti per decisione del consiglio di amministrazione, lasciando un vuoto nel panorama della mobilità condivisa in città.