l'iniziativa
Lotta al racket, la sfida riparte dalle scuole
A Floridia l’assemblea regionale per i 35 anni della Fai. Istituzioni e associazioni rilanciano l’impegno contro le estorsioni: «Serve una società civile più empatica e coraggiosa»
La lotta al racket riparte dalle scuole. Un messaggio forte e chiaro è giunto dall'aula consigliare di Floridia dove si è tenuta l'assemblea regionale in occasione dei trentacinque anni della Fai, la federazione antiracket italiana. Ad accogliere gli ospiti, i sindaci di Floridia e Solarino, Marco Carianni e Tiziano Spada, mentre sugli scranni dell'emiciclo c'erano il presidente del Libero consorzio, Michelangelo Giansiracusa, il presidente di Anci Sicilia, Paolo Amenta, i sindaci di Siracusa, Francesco Italia, e di Carlentini, Giuseppe Stefio, il quale ha incassato la solidarietà dell'intera aula.
A coordinare i lavori, il presidente nazionale della Fai, Luigi Ferrucci, mentre Tano Grasso, presidente onorario della Fai, era seduto tra il pubblico. Trentacinque anni in prima linea, come ha ricordato Paolo Caligiore, coordinatore provinciale della federazione, quando ancora il movimento antiracket era in fase embrionale e la criminalità ben più presente e convincente con le vittime. Il coordinatore regionale della Fai, Paolo Terranova, ha parlato della propria esperienza di farmacista, minacciato dal clan Santapaola. Tra i responsabili delle sezioni Fai siciliane, Elvis Lionti ha raccontato della paura a denunciare chi “con una faccia d'angelo e con pacatezza, mi stava togliendo la libertà invitandomi a pagare e a stare zitto”.
Il prefetto Chiara Armenia ha constatato la poca partecipazione al corteo di venerdì scorso in città: «La ribellione deve essere di tutto il territorio – ha detto - perché i controlli ci sono, ma manca la denuncia complessiva. Bisogna continuare a sensibilizzare la società civile. Dobbiamo cominciare ad essere una società empatica che si svegli dal torpore, che superi l'individualismo per affrontare i problemi degli altri. Mi rendo da subito disponibile ad entrare nelle scuole con i sindaci e con le associazioni antiracket, per spiegare ai giovani quanto valore abbia la denuncia. I gruppi che gestiscono le estorsioni hanno sempre paura di società civili forti».
Nel chiudere i lavori, il prefetto Maria Grazia Nicolò, commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura ha sottolineato che «in questi quattro anni di esperienza ho manifestato, in sede di comitato, grosse perplessità e mi chiedevo come mai dalla provincia di Siracusa non arrivassero istanze di accesso al conto di solidarietà. E allora, bisogna ricominciare, facendo leva sull'esperienza. Forse in questi anni ci siamo seduti. Forse avremmo dovuto essere più presenti e sensibili nel cogliere i segnali di difficoltà lanciati da tutti coloro che subiscono vessazioni in questo territorio. La criminalità organizzata ha affinato le strategie e, purtroppo, ci sono delle comunità poco reattive per un fatto culturale ed etico».