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Cronaca

Modica, l'uomo pestato dalla convivente ex pugile sta meglio ed è uscito dall'ospedale

Ora si trova in una struttura riabilitativa. Ma il caso che lo ha visto vittima resta tutto da decifrare

27 Gennaio 2026, 09:05

Violenza

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Sono nettamente migliorate le condizioni del 50enne modicano finito in ospedale l’11 gennaio scorso dopo un pestaggio. Giovedì scorso l’uomo ha lasciato l’ospedale Maggiore Baglieri di Modica per essere trasferito presso una struttura privata convenzionata con l’azienda sanitaria.

Intanto rimane in carcere Rajaa Berd, la moglie di 42 anni accusata di tentato omicidio aggravato, maltrattamenti in famiglia e sequestro di persona aggravato. La donna, un’ex pugile di origine marocchina, avrebbe picchiato selvaggiamente il marito disabile, provocandogli la frattura di due costole, gravi ferite al volto e alla testa e la perforazione di un polmone. Sull’episodio continuano ad indagare gli agenti della polizia di Stato, coordinati dalla Questura di Ragusa, e la lente di ingrandimento sarebbe puntata sul cognato dell’uomo ferito, un operatore del 118 che ai sanitari avrebbe raccontato una versione a cui non hanno creduto, cioè che il 50enne si sarebbe ridotto così cadendo dalle scale.

Quella versione non ha convinto i medici che hanno quindi allertato immediatamente le forze dell’ordine che hanno avviato le indagini del caso. Il cognato è anche il proprietario della casa dove, oltre a lui, vivevano altre tre persone: la donna arrestata, il marito (finito in ospedale) e la sorella della 42enne che avrebbe una relazione con l’operatore del 118. Quando gli agenti di polizia sono entrati in quella casa popolare di via Silla, hanno trovato una situazione di totale degrado con rifiuti addirittura sparsi nelle varie stanze. Alla vista della polizia, la donna ha tentato di sottrarsi ai controlli, chiudendosi in una stanza dell’abitazione. Dopo una lunga mediazione degli agenti, la 42enne straniera è stata sottoposta a fermo di indiziato di delitto per i reati di tentato omicidio, maltrattamenti in famiglia ai danni del coniuge e sequestro di persona aggravato, permettendo così l’intervento della polizia scientifica per cristallizzare la scena del crimine.

Dopo le formalità di rito la donna è stata portata presso la casa circondariale piazza Lanza di Catania, ma il lavoro degli uomini della squadra mobile di Ragusa, coordinati dal vicequestore Andrea Monaco, prosegue e, sul caso in questione, che tanto clamore ha suscitato tra i cittadini modicani, presto potrebbero registrarsi nuovi ed importanti sviluppi.