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criminalità

L'assalto con l'esplosivo al bancomat in pochi minuti: fallito il colpo ad Aci San Filippo, restano i danni (e la paura)

Le immagini e le indagini dei carabinieri della Compagnia di Acireale e del Comando provinciale di Catania

27 Gennaio 2026, 09:55

10:29

L'assalto con l'esplosivo al bancomat in pochi minuti: fallito il colpo ad Aci San Filippo, restano i danni (e la paura)

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Un assalto al bancomat in piena regola: con tanto di esplosivo utilizzato per fare saltare lo sportello dell'ufficio postale (nella foto) e rubare la cassaforte del bancomat dell’ufficio postale di Aci San Filippo, frazione di Aci Catena in provincia di Catania. La violenza della deflagrazione ha fatto crollare l’intera parete del locale. Il boato, nel cuore della notte, ha svegliato i condomini. L’intervento di una pattuglia dei carabinieri ha messo in fuga i malviventi che hanno abbandonato la refurtiva. Ingenti i danni alla struttura. I malviventi sono fuggiti subito dopo l’esplosione e prima dell’arrivo dei carabinieri, senza riuscire ad asportare alcunché. L’immobile è attualmente inagibile. Sul posto i carabinieri della compagnia di Acireale e del Comando provinciale di Catania

BANCOMAT NEL MIRINO: LE MODALITÀ USATE DAI LADRI PER FAR SALTARE I DISTRIBUTORI DI CONTANTI

Negli ultimi anni si registra un aumento significativo dei colpi ai bancomat in diverse regioni italiane. Le bande specializzate, spesso ben organizzate e con conoscenze tecniche, hanno affinato le proprie modalità operative per far saltare in aria i distributori automatici di denaro, puntando a bottini veloci e difficili da tracciare.

Dalla “marmotta” al gas esplosivo: i metodi più diffusi
Uno dei sistemi più noti è la cosiddetta “tecnica della marmotta”, che prevede l’introduzione di un congegno metallico sottile e allungato, simile a un vassoio, caricato con esplosivo plastico o polvere pirica, all’interno della fessura del bancomat. L’innesco avviene tramite una miccia o un sistema radiocomandato, provocando un’esplosione capace di sventrare la parte frontale della macchina e liberare le cassette contenenti il denaro.

Negli ultimi tempi, tuttavia, sta prendendo piede un metodo considerato ancora più pericoloso: l’utilizzo di miscele di gas, come acetilene o butano. I ladri inseriscono un tubo all’interno delle fessure del bancomat o nel vano della tastiera, pompando il gas fino a saturare la cavità interna. Una scintilla o un impulso elettrico causa quindi l’esplosione. Questo sistema, oltre a essere più silenzioso durante la preparazione, consente di agire rapidamente — spesso in meno di tre minuti — ma espone a rischi elevati sia per i criminali che per le strutture circostanti.

Colpi lampo e fughe studiate al dettaglio
Le azioni durano in media pochi minuti. Spesso le bande operano di notte, in aree isolate o con vie di fuga rapide. I ladri utilizzano veicoli rubati, talvolta blindati, per abbattere le vetrine di accesso o trascinare via l’intero sportello automatico, una tecnica nota come “blitz con escavatore”. Subito dopo l’esplosione, raccolgono le cassette contenenti il denaro e si dileguano prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.

Le contromisure delle banche e delle forze dell’ordine
Gli istituti di credito stanno rispondendo con sistemi antifurto evoluti: marcatura delle banconote con inchiostro indelebile, rinforzi strutturali ai bancomat e sensori che rilevano gas o vibrazioni anomale. Le forze dell’ordine, dal canto loro, utilizzano dispositivi di videosorveglianza potenziata e pattugliamenti mirati nelle ore notturne.

Un fenomeno che preoccupa
Nonostante gli sforzi, i colpi ai bancomat restano una piaga diffusa, soprattutto nei piccoli centri, dove il presidio delle forze di sicurezza è più difficile. Dietro molte di queste operazioni si celano organizzazioni criminali con ramificazioni su scala interregionale.

Le esplosioni ai bancomat rappresentano quindi non solo un problema economico, ma anche un pericolo concreto per l’incolumità pubblica: un’escalation di violenza tecnologica che richiede risposte sempre più coordinate e mirate.