agroalimentare
Olio taroccato venduto anche all'estero, 24 indagati nell'Agrigentino
Le indagini sono ancora in corso e hanno consentito di svelare i contorni di un'associazione cui viene contestata oltre a una frode in commercio
1528987960730_1618608578077
Un'operazione dei carabinieri, coordinata dalla procura di Agrigento, ha portato a una serie di perquisizioni tra aziende, abitazioni e locali a Palma di Montechiaro, nell'ambito di un'inchiesta su un presunto sistema di contraffazione nel settore agroalimentare. Sono stati eseguiti 24 decreti di perquisizione, la maggior parte dei quali a Palma di Montechiaro (Agrigento) nei confronti di altrettante persone indagate per associazione a delinquere finalizzata alla frode in commercio, al riciclaggio e violazione della normativa sulle accise. Le attività finalizzate al sequestro probatorio di materiale informatico e documentale, hanno interessato alcuni soggetti considerati appartenenti ad un'organizzazione, radicata in provincia di Agrigento, dedita alla commercializzazione di Olio contraffatto, spacciato per Olio extravergine d'oliva, in tutte le province della Sicilia, sul territorio nazionale e anche all'estero.
Le indagini sono ancora in corso e hanno consentito di svelare i contorni di un'associazione cui viene contestata oltre a una frode in commercio, iniziata già a partire dal 2022 e ancora in atto, anche connessi reati di autoriciclaggio e riciclaggio delle somme derivanti dall'illecita attività.
Secondo l'accusa gli indagati hanno reperito importanti quantitativi di sostanze oleose che, miscelate con aggiunta di betacarotene e clorofilla rameica (secondo gli esami di laboratorio condotti dall'Istituto centrale repressione frodi del Masaf), venivano vendute come Olio extravergine di oliva a basso costo ad esercizi commerciali, privati e laboratori alimentari. I grossi guadagni illeciti ottenuti venivano ripuliti ricorrendo alla falsa fatturazione da parte di alcune imprese individuali riconducibili agli stessi indagati. Il gruppo criminale organizzato, utilizzando benzina e carburante per uso agricolo, acquistato con accise ridotta, rifornivano una serie di mezzi utilizzati per approvvigionare della sostanza oleosa, con cadenza giornaliera, ogni provincia della regione, senza disdegnare le spedizioni sul territorio nazionale e in Germania.