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La rabbia dei sindaci

«Un'elemosina per l'emergenza, inferto il colpo finale»

Presa di posizione di tanti sindaci della zona jonica secondo cui non bastano i fondi stanziati dal Consiglio dei ministri per gli interventi dopo il ciclone

27 Gennaio 2026, 21:02

«Un'elemosina per l'emergenza, inferto il colpo finale»

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Tra gli amministratori della riviera ionica cresce la delusione per la decisione del Consiglio dei ministri di stanziare appena 33 milioni di euro per fronteggiare l’emergenza. Una cifra giudicata inadeguata rispetto all’entità dei danni e che ha immediatamente acceso la polemica.

Le rassicurazioni del Governo e la risposta “tiepida” Solo pochi giorni fa il ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, in sopralluogo a Santa Teresa, aveva assicurato che non vi fossero problemi di risorse. Ma la risposta dello Stato viene ora definita insufficiente dagli enti locali, impegnati negli interventi di ripristino della viabilità e nella rimozione dei detriti. Le somme assegnate dal Cdm, secondo i sindaci, basterebbero appena a coprire le spese sostenute dalle ditte già al lavoro.

Santa Teresa, danni per 55 milioni «Il Consiglio dei ministri ci ha inferto il colpo finale – afferma il sindaco di Santa Teresa, Danilo Lo Giudice – a Roma non si ha la percezione di quanto sia accaduto in Sicilia. Ci aspettavamo un provvedimento diverso, anche alla luce delle rassicurazioni istituzionali». Nel solo comune di Santa Teresa i danni stimati ammontano a circa 55 milioni di euro.

Roccalumera: “Cifre ridicole” Ancora più duro il sindaco di Roccalumera, Giuseppe Lombardo: «Si tratta di cifre ridicole, una vera e propria elemosina. Nel nostro comune servono almeno 2 milioni di euro per ripristinare i servizi essenziali. Dallo Stato arrivano meno risorse di quelle già previste dalla Regione».

La provocazione di De Luca sul Ponte Il sindaco di Taormina, Cateno De Luca, sceglie la linea della provocazione: «Ridateci i soldi che ci avete rubato, quelli accantonati per il Ponte. Le risorse ci sono, ma sono allocate nel posto sbagliato».

Letojanni e Sant’Alessio tra fiducia e critiche Nonostante l’amarezza, il sindaco di Letojanni, Alessandro Costa, prova a guardare avanti: «Abbiamo chiesto alle istituzioni di avere un ruolo attivo nella ricostruzione e auspico che, dopo questo primo stanziamento, arrivino gli altri fondi promessi». Sull’attenzione del Governo interviene anche il sindaco di Sant’Alessio, Domenico Aliberti: «La seduta del Consiglio dei ministri è durata appena 22 minuti: questo dice molto sull’attenzione riservata all’emergenza. Non è però il momento delle polemiche, confidiamo in ulteriori provvedimenti».

Una battaglia ancora aperta La partita, per gli amministratori della riviera ionica, sembra solo all’inizio. Intanto, nei comuni colpiti si continua a lavorare con i mezzi e le risorse disponibili, nel tentativo di superare una fase di emergenza che appare tutt’altro che conclusa.