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«Strade dell’Etna da liberare in poche ore»
Il consigliere metropolitano Calanna chiede più celerità negli interventi per sgomberare la neve
All’indomani della furia del ciclone Harry, che ha lasciato dietro di sé una scia di criticità su gran parte del territorio isolano, l’Etna si è risvegliata ammantata di un candore che, al momento, ha saputo però di opportunità sprecata.
Mentre il resto della provincia contava i danni, il Vulcano offriva lo spettacolo di una nevicata copiosa, un richiamo irresistibile per migliaia di appassionati. Tuttavia, lo scorso fine settimana, a frenare l’entusiasmo di turisti e operatori è stata la paralisi che ha stretto d’assedio le strade verso la Montagna e i parcheggi non ancora del tutto liberi dalla neve. Sulla questione è intervenuto con fermezza il consigliere metropolitano Graziano Calanna, unico a essere stato eletto fra i Comuni del versante Nord dell’Etna, il quale, ha sollecitato la Città metropolitana di Catania a una maggiore solerzia nella gestione degli eventi meteorologici prevedibili. «Cinque giorni per liberare tutto dalla neve sono stati troppi - affermato senza giri di parole - Anzi, risulta onestamente incomprensibile tutto questo tempo. Questa attesa ha letteralmente sottratto agli operatori turistici dei versanti Nord e Sud la possibilità di intercettare il desiderio di neve dei tanti appassionati, in un territorio dove anche un solo fine settimana ha un peso nel bilancio economico delle imprese. Non possiamo permettere che l’economia del territorio resti ostaggio di ritardi burocratici o inefficienze operative».
«La Città metropolitana - aggiunge il consigliere metropolitano - deve puntare con convinzione alla valorizzazione degli sport invernali. Siamo dinanzi all’unico territorio al mondo dove è possibile sciare volgendo lo sguardo verso l’azzurro del mare. È una meraviglia che meriterebbe di essere pubblicizzata su scala globale per innescare un turismo montano d’eccellenza che, associato al fascino primordiale del Vulcano, potrebbe fungere da reale volano per un’economia locale più florida e diffusa».
«Ma - aggiunge Calanna - i programmi a lunga scadenza appaiono utopistici, se non siamo neanche in grado di liberare le strade in poche ore da una nevicata annunciata».
«Sono convinto - conclude il consigliere metropolitano - della volontà di tutti i soggetti coinvolti nel volere creare sviluppo e turismo, ma è altrettanto certo che dobbiamo cambiare passo. Lo dobbiamo verso chi vive e lavora sul Vulcano».