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Danisinni

Quella frana a pochi passi dalle case ora fa paura: «Qui come Niscemi»

Nel quartiere ceduto un tratto di strada. Figuccia (Lega): "Dopo le immagini viste in questi giorni, c'è preoccupazione"

28 Gennaio 2026, 07:00

Quella frana a pochi passi dalle case ora fa paura: «Qui come Niscemi»

Ai residenti che abitano in fondo a via Re Manfredi, nel quartiere Zisa, è rimasta una sottile striscia di carreggiata per rientrare in casa, a loro rischio e pericolo. Sulla strada, il muro che segna il confine con l’orto di Danisinni e la depressione naturale nella quale un tempo scorreva il fiume Papireto è parzialmente crollato nel 2024, lasciando un vuoto di diversi metri.

Da allora poco o nulla è stato fatto per mettere in sicurezza la voragine che rappresenta un pericolo per persone ed edifici. «Vedere le immagini di quello che sta accadendo a Niscemi e pensare a quel tratto di strada a pochi metri dalle palazzine è preoccupante – dice Sabrina Figuccia, consigliera comunale del gruppo Prima L’Italia che segue la vicenda da anni – gli interventi che sono stati fatti finora sono insufficienti. La paura è che la strada possa cedere portando con sé anche le palazzine che sono a pochi metri dalla frana».

L’ultimo sopralluogo dei vigili del fuoco risale al 9 gennaio scorso quando maltempo e infiltrazioni provocate dalla rottura della condotta fognaria hanno peggiorato la già precaria situazione del muro di contenimento. I pompieri hanno escluso, al momento, danni strutturali agli immobili che si trovano sull’orlo della voragine ma i residenti hanno paura, tanto che hanno costruito con le proprie forze, e a proprie spese, una recinzione improvvisata con assi di legno e lamiere: «Dalle foto che abbiamo fatto fare da un tecnico si vede bene che sotto è vuoto, infatti calpestando il marciapiede si sgretola tutto – dice Maria Pia Falbo, che abita a pochi metri dalla frana – Le auto non possono essere parcheggiate e abbiamo paura soprattutto per i bambini che giocando rischiano di cadere giù».

Dopo l’intervento dei vigili del fuoco, l’ufficio Edilizia pericolante ha predisposto delle transenne restringendo ancora di più la carreggiata, ma di interventi strutturali per frenare l’avanzata dell’erosione, neanche l’ombra. «Si tratta di opere tampone che non eliminano il pericolo – continua la signora Falbo - ci deve scappare il morto per sistemare questa frana?».

Con il passaggio del ciclone Harry la settimana scorsa, la fragilità della strada è diventata motivo di allarme anche per il parroco della chiesa di Sant’Agnese, il cui orto didattico confina con il muro crollato. «Sono anni che denunciamo questo stato di ammaloramento che ha bisogno di un intervento significativo perché anche la strada sta venendo giù – dice fratel Mauro Billetta - sono situazioni che non possono aspettare perché con le piogge impetuose di questi tempi sicuramente diventeranno delle emergenze».