il racconto
Allarme frana a Niscemi, le parole dell'esperto che ha monitorato diversi territori: «Mai vista una catastrofe così immane»
Il movimento della collina è definito dagli esperti peggiore di quella di San Fratello, 1.500 famiglie evacuate e appelli per aiuti immediati
Il geologo Nicola Casagli, con oltre trent'anni di esperienza sul campo, ha vissuto l'incubo martedì mattina a Niscemi: una frana colossale, mai vista prima, persino peggiore di quella devastante di San Fratello nel 2010. "Si tratta di uno scivolamento composto che proseguirà nei prossimi giorni", conferma l'esperto Fabio Ciciliano, avvertendo: l'impatto è "particolarmente complesso". Già 1.500 famiglie sono state costrette a fuggire dalle proprie case, rifugiandosi in soluzioni precarie come seconde abitazioni o da amici, in attesa di aiuti che tardano ad arrivare.
Un territorio maledetto dal dissesto idrogeologico: storia di tragedie annunciate
Niscemi e San Fratello sono crogioli di disastri ricorrenti, un pericolo costante che minaccia migliaia di vite. San Fratello porta le cicatrici di smottamenti biblici: nel 1745 un'abitazione antica fu travolta, nel 1922 una frana rase al suolo l'intero borgo, spingendo una massiccia delocalizzazione verso Acquedolci. E nel 2010, nel "giorno di San Valentino", un'altra colossale frana costrinse gli abitanti a evacuare in massa, lasciando dietro un paesaggio di rovina.
A Niscemi il terrore ha radici profonde: il 19 marzo 1790 un "rivolgimento tellurico" aprì crepe nella terra, eruttando calore, vapori nauseabondi e persino un piccolo cono vulcanico per otto giorni di puro orrore. Nel 1997 un'altra frana polverizzò decine di edifici abusivi nel quartiere Sante Croci, sfollò 117 famiglie – circa 500 persone senzatetto – e demolì pure la Chiesa delle Sante Croci. Solo dopo 14 anni, nel 2011, arrivarono i risarcimenti: un'agonia burocratica che grida vendetta.
Caos imminente: la frana avanza, le famiglie in ostaggio del nulla
Mentre lo scivolamento continua inesorabile, il territorio comunale – già fragile per il dissesto idrogeologico cronico – è sull'orlo del collasso totale. Soluzioni tampone come rifugi da amici non bastano: serve intervento immediato, o il bilancio umano diventerà una tragedia senza precedenti. Le autorità tacciono, gli aiuti arrancano – quante vite ancora da sacrificare prima di un piano serio contro questi mostri geologici? La Sicilia trema, Niscemi urla e chiede aiuto.