Attualità
Vittoria, parla lo scrittore antimafia aggredito: "Colgo il sintomo di un pesante malessere giovanile"
Emilio Tringali chiede che i riflettori si focalizzino più che sulla sua vicenda su ciò che determini il gruppo a scatenarsi in questo modo
Emilio Tringali
"Ringrazio e rispetto gli operatori dell'informazione che, ho visto, si sono interessati alla mia vicenda, rilasciando una notizia ad effetto. Premesso che le mie condizioni ora accertate sono soddisfacenti, ritengo utile che sull'episodio di questa aggressione si focalizzi più nelle vittime morali che nella mia persona fisica, ossia su quel disagio crescente che colpisce le città, in generale, nella sua componente più giovane". Lo dice Emilio Tringali, lo scrittore antimafia che è stato aggredito l'altra sera e che ha riportato una prognosi di otto giorni con collare.
"Cosa porta - afferma ancora Tringali - decine di ragazzi a riunirsi in branco e vandalizzare cose o aggredire persone? Occorre investigare su cosa accade loro, chi c'è dietro loro, chi porge loro il crack a 20 euro e perché delle bambine vestite da donne stanno in strada fino a notte fonda... Chi sono i loro genitori/tutori? Chiuderci in casa per ignorare non è la soluzione."
"L'altra sera - spiega Tringali - ciò che mi sono visto scaricare addosso è la rabbia di chi vuole sentirsi notato, ascoltato. Sono i sintomi di un disagio culminante nella violenza, la più forte dimostrazione di esistenza. Riflettiamoci. Infine, ringrazio la polizia del commissariato di Vittoria per il puntuale intervento, il sindaco, on. prof. Francesco Aiello, e la presidente del consiglio comunale di Vittoria, Concetta Fiore, per le gradite telefonate di augurio di pronta guarigione".