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Il post ciclone

Il porto di Riposto “ferito” dal ciclone: «Danni per oltre 10 milioni»

Molo gravemente danneggiato dal ciclone Harry: sopralluogo tecnico evidenzia lesioni profonde al molo foraneo, frangiflutti sollevati e indagini subacquee per un consolidamento da oltre 10 milioni

29 Gennaio 2026, 07:00

Il porto di Riposto “ferito” dal ciclone: «Danni per oltre 10 milioni»

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Ricognizione tecnica nel porto di Riposto dell’ingegnere capo del Genio civile, Gaetano Laudani, alla presenza del sindaco Davide Vasta, del comandante del Circomare Arturo Laudato e di funzionari tecnici del Demanio Marittimo, per valutare lo stato di salute delle infrastrutture portuali dopo il passaggio del distruttivo ciclone Harry.

L'esito del sopralluogo ha confermato i timori dei giorni scorsi: il cuore pulsante dello scalo jonico è profondamente ferito, con lesioni che vanno ben oltre la superficie visibile. La ricognizione si é concentrata nel tratto maggiormente critico del molo foraneo, in corrispondenza degli attracchi del vicino molo Costanzo dove sono ben visibili le fenditure che attraversano la banchina, mentre la mantellata paraonde è stata pesantemente danneggiata dalla forza delle onde che, come hanno rilevato i tecnici del Genio civile, ha sollevato enormi frangiflutti da 30 tonnellate. La mantellata paraonde, progettata per resistere a carichi estremi, è stata letteralmente sventrata.

Come sottolineato dall'ing. Laudani, le lesioni più pericolose sono quelle interne. La complessità del danno richiede ora un piano di interventi che non si limiterà alla semplice riparazione estetica, ma a un vero e proprio consolidamento strutturale di una delle opere foranee più importanti della Sicilia Orientale. Il sindaco di Riposto, Davide Vasta, sulla scorta di una prima valutazione tecnica, ha preventivato una spesa non inferiore a 10 milioni di euro. Si tratta chiaramente di una valutazione empirica, in attesa della relazione tecnica di massima che il Genio civile già da subito dovrà approntare e trasmettere al Comune, Protezione civile e alla Cabina di regia creata per la gestione dell’emergenza post ciclone.

Nelle more di predisporre un piano d'azione, si rende necessario lo svolgimento di alcune indagini preliminari a cominciare dalle ispezioni subacquee e che a parere del dell’ingegnere capo del Genio civile, Laudani, sono fondamentali per verificare se la forza delle onde abbia "svuotato" i massi di fondazione o creato pericolosi sifonamenti sotto la banchina. In questo senso è stata avviata una collaborazione con la Capitaneria di porto che ha richiesto l’impiego di una squadra di sub. Una verifica finalizzata anche al monitoraggio dei materiali sul fondo.