Il ranking
L'Università di Catania vola nella classifica QS Europe 2026: +56 posizioni e primato siciliano
L'ateneo etneo si è posizionato al 301°, Palermo al 324° e Messina 341°. La classifica europea QS valuta 958 università di 42 Paesi sulla base di 12 indicatori.
Catania 301°, Palermo 324°, Messina 341°. L’Università di Catania è l’ateneo italiano che ha registrato il miglior balzo nella QS World University Rankings – Europe 2026: +56 posizioni fino al 301° posto, davanti agli altri atenei siciliani, Palermo (324°) e Messina (341°).
La classifica europea QS valuta 958 università di 42 Paesi sulla base di 12 indicatori. Catania totalizza un punteggio complessivo di 39,2, con questi valori: Citations per Paper (36,7), Employer Reputation (17,4), Inbound Exchange Students (33), International Research Network (65,7), Outbound Exchange Students (68,7), Sustainability (80,4), Academic Reputation (37,4), Employment Outcomes (24,7), Faculty Student Ratio (14,6), International Faculty Ratio (36,3), International Student Diversity (12,9), Papers per Faculty (69,9).
Nel quadro complessivo, il Regno Unito guida con 129 atenei, sette dei quali nella top 10 europea; seguono Turchia (107) e Germania (102). Francia e Svizzera sono gli altri Paesi presenti nella top 10.
L’Italia è il quarto Paese più rappresentato con 65 università. Il Politecnico di Milano resta il primo ateneo italiano ma perde 7 posizioni e scende al 45° posto; l’Alma Mater Studiorum di Bologna esce dalla top 50 (dal 48° al 59°).
Il Paese figura tra i maggiori esportatori di studenti in Europa, ma fatica ad attrarne: negli ultimi dieci anni ha perso quasi 100mila laureati tra i 25 e i 35 anni. «L’Italia — dice Nunzio Quacquarelli, fondatore e presidente di QS — è uno dei motori della ricerca in Europa, con un'intensa produzione accademica. Nel contempo sta rafforzando la sua impronta accademica a livello globale, offrendo uno dei più alti numeri di programmi di insegnamento in inglese in Europa, mentre il Politecnico di Milano ha fatto passi da gigante lo scorso anno entrando nella top 100 della classifica mondiale QS. Tuttavia, questo successo rivela un paradosso significativo. L’Italia è tra i maggiori esportatori di studenti in Europa, secondo lo scambio studentesco in uscita, con più università nella top 5 e nella top 50 di questo indicatore rispetto a qualsiasi altro Paese».
«Nel frattempo — aggiunge —, nessuna università italiana compare nella top 100 per la proporzione di docenti e studenti internazionali, a dimostrazione di un sistema che invia i talenti all’estero con più successo di quanto ne attiri. Questo squilibrio riflette un più ampio allarme demografico ed economico: l’Italia ha perso quasi 100.000 laureati di età compresa tra i 25 e i 35 anni nell’ultimo decennio, una tendenza che, secondo il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, unita al calo dei tassi di natalità, potrebbe rappresentare una minaccia diretta alla produttività e alla crescita. Per l’Italia, la sfida consiste nel trasformare il successo accademico in posti di lavoro, innovazione e fidelizzazione dei talenti».
QS World University Rankings mondiale: Unict in rialzo
Nella classifica mondiale QS, l’Università di Catania sale nella fascia 851-900 (dal 901-950 del 2025).
I dieci indicatori e i punteggi di Unict: Academic Reputation (17,5), Employment Outcomes (9,4), Faculty Student Ratio (8,7), International Research Network (74,4), International Student Ratio (8,2), Citations per Faculty (35,9), Employer Reputation (6,2), International Faculty Ratio (15,4), International Student Diversity (12,6), Sustainability (46,3).