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Riassetto dei dirigenti al comune di Palermo: nuovo ufficio per Imu e Tasi, torna la "guerra dei tributi"
L’opposizione parla di «ritorsione» e presenta un esposto contro il segretario generale sul caso della Tari “tolta” a Invitalia
Misurato nella portata e a costo zero per l’amministrazione. Preoccupante per chi sta attento alle coincidenze, come un bel pezzo di opposizione consiliare. Il riassetto di alcune funzioni dirigenziali appena varato dalla giunta con la firma del direttore generale Eugenio Ceglia - che ridisegna e in qualche caso reinventa le aree degli Affari generali istituzionali (di nuova istituzione), dei servizi cimiteriali, della Segreteria generale - tocca pure un tasto sensibile, che rischia di riattizzare la «guerra dei tributi» che ha visto fronteggiarsi la direzione generale e i dirigenti Maria Mandalà, capo area, e Fabrizio La Malfa, responsabile del servizio Tari. La delibera provvede infatti a «ridefinire l’assetto dell’Area delle entrate e dei tributi comunali, istituendo il nuovo Ufficio Ici/Imu/Tasi», espungendo le relative competenze dallo staff del capo area. Finora questi tributi locali, infatti, erano stati sotto la diretta competenza della Mandalà. I consiglieri di Oso Giulia Argiroffi e Ugo Forello non esitano a ritenere «avverato il timore espresso nella conferenza stampa che accompagnò l’esposto a Procura e Anac» nei confronti del sindaco, lo scorso novembre. Lo avevamo detto: ci sarebbero state le sanzioni disciplinari e altre ripercussioni ritorsive. Bene, eccole».
Come molte coincidenze, questa è beffarda, e, con il corollario di un esposto-denuncia preparato da numerosi consiglieri dell’opposizione nei confronti del segretario generale Raimondo Liotta in veste di responsabile trasparenza e anticorruzione, tocca da vicino il caso del dirigente di nomina fiduciaria Massimo Rizzuto, che nel giugno scorso - come si legge dalla nota allarmata del ragioniere generale Paolo Bohuslav Basile sulla scorta del verbale dei funzionari tecnici della Tari - avrebbe interferito in un accertamento nei confronti di Invitalia. Un caso che La Sicilia ha documentato e che finora aveva prodotto vari scossoni: nel corso del procedimento disciplinare che ha visto Mandalà e La Malfa pagare con sette e tre giorni di sospensione senza stipendio le contrapposizioni sorte in seguito alla nota firmata in merito ai criteri contestati per le progressioni verticali, i difensori dei due dirigenti avevano denunciato la mancata attivazione del procedimento disciplinare contro Rizzuto.
Altri procedimenti disciplinari “evitati” erano stati tirati in ballo, come quello nei confronti di Marilena Sireci, responsabile di nomina fiduciaria del contenzioso tributario e cofirmataria della nota della discordia, e di sei avvocati comunali a partire dall’avvocato capo Vincenzo Criscuoli, sul quale è piovuta pure una denuncia penale. Negli ultimi giorni le carte si sono arricchite di altro pepe e veleni, dalla nota dell’assessorato al Personale alla risposta dello stesso Rizzuto, fino alla nota di Liotta e - colpo di scena - all’integrazione del verbale da parte dei tecnici Tari, che parrebbe neutralizzare l’affermazione di Rizzuto: «Il sottoscritto non si trovava in loco per partecipare al sopralluogo di accertamento, ma per presenziare all’inaugurazione del progetto» (di Invitalia, ndr). I funzionari tributari integrano e scrivono che Rizzuto «si informò del motivo della nostra presenza invitandoci a sospendere il sopralluogo dichiarando l’esistenza di accordi tra l’amministrazione e la società».
Intanto i consiglieri - Amella, Argiroffi, Di Gangi, Forello, Giaconia, Giambrone, Mangano, Carmelo Miceli e Randazzo - che avevano presentato interrogazione, bollando come «elusive» le risposte dell’assessorato guidato da Dario Falzone e soprattutto del segretario generale, hanno prima denunciato il mancato riscontro e adesso segnalano Liotta all’Anticorruzione, con un esposto.