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le amministrative

Elezioni di primavera nel palermitano, al voto tredici comuni: occhi puntati su Termini Imerese e Carini

Il nodo delle alleanze e la sfida delle liste civiche

29 Gennaio 2026, 05:40

Elezioni di primavera nel palermitano, al voto tredici comuni: occhi puntati su Termini Imerese e Carini

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Tredici comuni del Palermitano al voto in primavera, praticamente uno su sei. Con due big, in termini di peso politico, come Termini Imerese e Carini. Partiti al lavoro per definire candidature e strategie, poche certezze e tanti dubbi. Il centrosinistra ripropone il campo largo, una coalizione che va dal Pd al Movimento 5 Stelle, con dentro Alleanza Verdi Sinistra, Italia Viva e Controcorrente, il movimento di Ismaele Lavardera. «È stato avviato un percorso unitario ovunque – spiega Sergio Lima della direzione nazionale del Pd –. C’è un tavolo regionale, ci sono delle ipotesi di candidature e si sta già lavorando alle liste».

Nel centrodestra un vertice, lunedì sera, non ha sciolto i nodi, anzi. Il coordinatore provinciale di Forza Italia, Piero Alongi non si sbilancia. «L'obiettivo – dice – è quello di fare uno sforzo unanime per mantenere compatta la coalizione». Insomma il vertice ha lasciato più strascichi che soluzioni. È diplomatico anche Raoul Russo, coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia. «Non c'è nulla di definito né nulla di rotto – dice - , lavoreremo per la massima unità possibile. Fratelli d'Italia vuole essere centrale».

Uno dei punti fermi è la ricandidatura a Termini dell'uscente Maria Terranova, grillina sostenuta dal blocco di centrosinistra. «Ma non solo – dice - , il nostro è un fronte trasversale, la vera scommessa politica sono le forze civiche». Dall'altra parte non c'è ancora un nome, nelle scorse settimane il centrodestra aveva annunciato propositi unitari che a questo punto sembrano più in bilico che mai così come i nomi di due ex sindaci, Totò Burrafato (attuale presidente della Gesap e per questo non interessato) e Francesco Giunta. Negli ambienti di centrodestra circola il nome di Gioacchino Di Garbo che sarebbe espressione di quella parte dei meloniani che fa riferimento a Burrafato.

A Carini, altro comune in cui si voterà con il proporzionale, il centrosinistra non può ricandidare Giovì Monteleone, al suo secondo mandato. La coalizione intende però dare continuità a quell'esperienza e il nome del candidato dovrebbe uscire dalla giunta o comunque dall'assetto di governo.

I meloniani non cedono il passo sull'attuale sindaco di Villabate, Gaetano Di Chiara, già An e consigliere provinciale. E del resto il principio che gli uscenti non si toccano sarebbe stato ribadito dal commissario per la Sicilia di Fratelli d'Italia, Luca Sbardella, che nei giorni scorsi ha incontrato a Palermo i suoi.

L'altro centro importante, per dimensioni e per la prossimità con Palermo, è Misilmeri, guidato da Rosario Rizzolo, che dialoga con un fronte trasversale e sarebbe pronto a ricandidarsi.

A Polizzi Generosa, il sindaco uscente Gandolfo Librizzi, sarà di nuovo in corsa. Esponente del Pd, alla guida del suo comune è arrivato dopo tante esperienze nei palazzi della Regione, con ruoli da capo di gabinetto e segretario particolare.

Si va alle urne anche a Isola delle Femmine, Scillato, Santa Cristina Gela, Aliminusa, Caltavuturo, Godrano, Lascari e Pollina. A farla da padrone, nei centri più piccoli, sono le liste civiche, espressione del territorio.

Resta da sciogliere il nodo Gratteri, attualmente commissariato e che potrebbe essere chiamato alle urne.