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il dato

Turismo, il 2025 un anno da record: perché cultura e cibo “tirano” più del mare

Verso più di 20 milioni di presenze, d’estate forte calo di stranieri fra Etna e caro voli

29 Gennaio 2026, 05:00

Turismo, il 2025 un anno da record: perché cultura e cibo “tirano” più del mare

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In vista della Bit di Milano, che si terrà dal 10 al 12 febbraio, si raccolgono le prime anticipazioni dei dati di bilancio del turismo siciliano per il 2025. Salvio Capasso, responsabile Imprese&Territorio del centro studi Srm di Napoli collegato a Intesa Sanpaolo, è convinto che il 2025 sia stato «un anno di svolta per la Sicilia, che consentirà nel 2026 al settore di affermarsi ancora più come leva di sviluppo della regione».

Infatti, «già il 2024 era stato un anno positivo, in cui si erano raggiunti i 17,3 milioni di presenze, +5,5% rispetto al 2023, mentre il Sud si era fermato al +5,1% e l’Italia dietro al +4,2%, superando persino del 15% i livelli pre-Covid».

Le prime stime per il 2025, dice ora Capasso, «evidenziano che prosegue la tendenza positiva, con una crescita delle presenze totali rispetto al 2024 che si potrà aggirare su valori molto significativi e rilevanti. I primi risultati dell’Osservatorio turistico regionale danno valori prossimi al +10%. Con questi ritmi - osserva l’economista - c’è la possibilità che i flussi turistici raggiungano presto i 20 milioni di presenze, grazie al rilevante incremento dei visitatori stranieri e della durata dei soggiorni».

Un dato, quest’ultimo, che sarà sicuramente cresciuto nel quarto trimestre, dato che, attingendo ad un altro osservatorio, quello di Bankitalia, viene fuori che tra gennaio e settembre del 2025 i visitatori stranieri in Sicilia sono diminuiti rispetto al 2024, e questo potrebbe essere dovuto alle intemperanze dell’Etna, al caro voli e ai fatti di criminalità a Palermo. Infatti, secondo Bankitalia, nei primi tre trimestri del 2025 la Sicilia ha perso un milione e 138mila stranieri rispetto allo stesso periodo del 2024 (da 4,7 a 3,5 milioni), con il terzo trimestre che ha avuto la maggiore flessione: da 2 milioni e 325mila a 1 milione e 863mila.

Tornando all’analisi di Srm, Capasso osserva che «significativo è il confronto con le altre regioni europee. Se si considera l’Indice di competitività turistica, elaborato da Srm, la Sicilia si posiziona al 32° posto (su 98 aree dei 4 principali Paesi turistici europei: Italia, Spagna, Francia e Germania) con un valore di 119,3».

Dunque, il turismo «assume una centralità sostanziale anche nell’accrescere le potenzialità di sviluppo del territorio, ma c’è ancora molta strada da fare. Da studi di Srm emerge che in Italia, a parità di spesa, ogni presenza aggiuntiva nel Paese genera 144 euro di Valore aggiunto. In Sicilia, invece, si arriva a 123,2 euro. Questo in generale. Però, la capacità endogena di creazione di ricchezza, in relazione all’aumento di presenze turistiche, cambia in base alla tipologia di turismo. Ad esempio, il turismo culturale attiva più ricchezza in Sicilia rispetto a quello balneare, ed il moltiplicatore cresce se si considera il turismo sostenibile (150,6 euro), enogastronomico (151,7 euro) ed ancora più quello d’affari (176,6 euro). È evidente che uno sviluppo di un sistema turistico «integrato» con le varie forme di vacanza, dal balneare al culturale, dall’enogastronomico al montano e al folkloristico, che sfrutti le sinergie organizzative e «produttive» con i settori attigui, accresce la potenzialità economica del turismo della regione».

«E la Sicilia - conclude Capasso - ha molto potenziale da valorizzare! C’è un’offerta culturale di primo piano. Con quasi 211 istituti culturali tra musei, aree archeologiche e complessi monumentali e, in tema di enogastronomia, un totale di 67 cibi e vini certificati Dop e Igp, è la Regione numero 6 in Italia per prodotti Dop, Igp e Stg, a cui si aggiungono le 4 Stg nazionali e le 3 bevande spiritose Ig regionali, per un totale di 74 Indicazioni geografiche».