15 febbraio 2026 - Aggiornato alle 20:37
×

palermo

Nuovo raid all'asilo "Girasole", la denuncia di Zacco: «Non è solo un furto, è un attacco metodico per chiudere il nido»

Terzo raid vandalico in pochi giorni al nido di via Perpignano

29 Gennaio 2026, 09:33

Nuovo raid all'asilo "Girasole", la denuncia di Zacco: «Non è solo un furto, è un attacco metodico per chiudere il nido»

Seguici su

L’asilo nido comunale "Girasole" di via Perpignano è diventato un bersaglio. Nella notte la struttura è stata violata per la terza volta in pochi giorni: a darne notizia il consigliere comunale Ottavio Zacco, che ha espresso una ferma condanna per quanto accaduto e chiedendo l'intervento delle istituzioni.

«Questa notte sono entrati nuovamente all’asilo nido comunale "Girasole"» — ha denunciato Zacco —. Un altro raid, un’altra violazione, un’altra umiliazione inflitta a una struttura pubblica che dovrebbe essere inviolabile per definizione, perché destinata ai bambini.

Secondo l'esponente politico, la natura metodica degli attacchi impone una riflessione che va oltre il semplice fatto di cronaca. «A questo punto non siamo più di fronte a "furti" in senso ordinario — prosegue il consigliere —. Siamo davanti a una azione ripetuta, insistente, metodica, che sta producendo un effetto chiaro: paralizzare il servizio, seminare paura, provocare disservizi continui, logorare personale e famiglie». Per Zacco, il sospetto è che dietro questi atti possa celarsi un disegno: «È legittimo domandarsi se si tratti di una guerra contro le istituzioni oppure se vi sia qualcuno che ha interesse a rendere questa realtà impraticabile fino a spingerla verso la chiusura. Su questo interrogativo, che oggi è sul tavolo della città, le istituzioni hanno il dovere di dare risposte».

«Nel frattempo, mentre i responsabili entrano e colpiscono — spiega ancora Zacco — i bambini restano a casa e i genitori rischiano conseguenze lavorative gravissime: permessi forzati, assenze, turni saltati, precarietà aggravata. In molte famiglie ciò significa una cosa sola: rischio di richiamo, di sanzioni e persino di licenziamento».

La richiesta all'amministrazione comunale è quella di mettere in sicurezza l'area. «È inaccettabile che una comunità paghi due volte: prima con la paura e poi con la perdita di reddito — conclude Zacco —. Non basta la solidarietà: servono atti immediati».