15 febbraio 2026 - Aggiornato alle 17:55
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Le indagini

Giallo Montagnareale, ancora nessuna ipotesi sul ritrovamento dei tre cadaveri. Esclusa pista mafiosa. Cosa sappiamo

Continuano gli accertamenti dei carabinieri, nonostante il maltempo, si attende il risultato dei primi rilievi del Ris e del medico legale. I magistrati stanno sentendo amici e parenti

29 Gennaio 2026, 10:35

13:23

Montagnareale

Il luogo del ritrovamento dei tre cadaveri

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A più di 12 ore dalla scoperta dei tre cadaveri tutte le ipotesi sono ancora aperte. Solo una è stata esclusa ed è la pista mafiosa. I tre uomini erano incensurati. Per questo ad indagare è la procura di Patti e non la Dda di Messina. Per il resto, qualsiasi ricostruzione al momento è ancora possibile.

Nelle prime ore del pomeriggio di ieri un uomo in motocross che passava dalla contrada Caristia, poco lontana dal centro abitato di Montagnareale, ha notato i 3 cadaveri – questa è la ricostruzione al momento – e ha chiamato il 112. Quella è una zona impervia e a passare di lì potevano essere solo cacciatori o persone in motocross, assicurano gli investigatori.

Subito sono scattate le indagini:

« Abbiamo lavorato ieri in condizioni molto complicate, perché la zona era completamente al buio, oggi le condizioni meteo stanno complicando ulteriormente la situazione», ha spiegato Angelo Cavalo, il capo della procura di Patti che indaga sulle 3 morti.

Danis Pino, 26 anni, e Giuseppe Pino, 44 anni, di San Pier Niceto e l'82enne di Librizzi Antonio Gatani, sono stati trovati a 30 metri di distanza l'uno dall'altro. Tutti e tre i corpi a pancia in sù, tutti equidistanti, e tutti e tre avevano un fucile da caccia. I due fratelli erano testimoni di Geova, e dalle testimonianze non è emerso nessun collegamento con l'anziano.

Non sono stati crivellati di colpi, ma tutti e tre i corpi avevano ferite compatibili con armi da caccia.

Un incidente? Si sono sparati a vicenda, sbagliando: questa è solo una delle ipotesi. Un'altra è che sia stata una quarta persona a sparare. Se ne saprà di più dopo i risultati delle analisi del Ris di Messina, e dopo l'esito della prima osservazione fatta dal medico legale, Giovanni Andò, che procederà poi all'autopsia.

Intanto i magistrati e i carabinieri stanno sentendo amici e parenti. Testimonianze che al momento non hanno permesso di stingere il campo su quanto accaduto. Gli inquirenti lavorano a tamburo battente. A seguire le indagini anche il comandante provinciale dei carabinieri di Messina, Lucio Arcidiacono, lo stesso che catturò, il 16 gennaio del 2023, Matteo Messina Denaro.