Frana
Niscemi, area di rischio estesa a 25 chilometri quadrati: lì non si potrà più costruire
Il decreto dell’Autorità di Bacino del Distretto idrografico della Sicilia mentre il sindaco rivendica la sua attenzione prestata, negli anni, per la richiesta di messa in sicurezza del territorio
«Con decreto, domani disporrò l'estensione dell’area di rischio a tutela della popolazione di Niscemi di circa 25 chilometri quadrati. In questa area sarà imposto il divieto di inedificabilità assoluta». È la decisione del segretario generale dell’Autorità di Bacino del Distretto idrografico della Sicilia, Leonardo Santoro. La zona rossa resterà invece di 150 metri. Il decreto, che aggiornerà il Piano di Assetto Idrogeologico, si è reso necessario dopo il monitoraggio dei tecnici che, avvalendosi di droni, hanno sorvolato la zona interessata dalla frana. L’area interessata dal decreto si estende a valle del costone crollato.
Per tre volte, tra il 2021 e il 2023, il Comune di Niscemi è stato sollecitato dall’Autorità di Bacino siciliana a presentare un progetto esecutivo a completamento delle richieste di intervento per il consolidamento del versante ovest del paese e del belvedere. Nessuno, però, ha dato esito alle sollecitazioni.
L’amministrazione comunale, nel 2014 e nel 2019, aveva presentato tramite la piattaforma Rendis delle proposte progettuali, documenti che vanno poi integrati con i progetti esecutivi, per i due interventi per un ammontare complessivo di oltre 11 milioni di euro. Ma l’assenza della progettazione esecutiva ha bloccato l’iter. Da quanto si apprende, inoltre, dei 141 progetti da finanziare con i soldi previsti dall’Accordo di coesione siglato tra Regione e Governo nessuno riguarda la frana di Niscemi.
Il sindaco di Niscemi Massimiliano Conti, dal canto suo e precisando di non voler polemizzare, ricorda però di avere una cartella sul suo computer, di cui gli uffici comunali conservano documentazione, che attesta la sua attenzione ala messa in sicurezza del territorio. "Ad ogni anniversario della frana del 1997", afferma, "ho mandato una lettera al presidente della Repubblica, al presidente della Regione, al presidente del Consiglio, ai capi dipartimento. Peraltro solo a dicembre del 2025 abbiamo ottenuto i soldi previsti nella fase 2 e 3 della frana di 29 anni fa, per cui ci abbiamo lavorato. Ad ogni modo ci confronteremo, non voglio polemizzare. In questa fase noi ci occupiamo dell’immediatezza delle esigenze e dell’assistenza dei cittadini». Il sindaco risponde così a chi contesta al Comune di non avere presentato progetti per opere di consolidamento della collina dopo la frana del 1997.
In merito alle aree in cui invece si potrà costruire è intervenuto il ministro della Protezione civile Nello Musumeci, intervistato da Sky Tg24. «Nei prossimi giorni penso che incontrerò il sindaco per individuare nuova area dove costruire, i soldi ci sono. Non è quello il problema. Ma dobbiamo pensare anche al domani». Lo ha detto il ministro della Protezione civile Nello Musumeci a Sky Tg24, rispondendo in merito alla frana a Niscemi. "Oggi per fortuna viene attivato il metano, così mi riferisce il capo dipartimento di protezione civile dopo il nostro intervento, e consente quindi di fornire un servizio essenziale alla popolazione".