la storia
A Trapani l'acqua arriva anche a chi non può lamentarsi delle bollette salate
Surreale scoperta: contatori intestati a defunti continuavano a erogare acqua; il Comune li sigilla e invita gli eredi a volturare e saldare i consumi arretrati
In una città come Trapani dove ci sono problemi idrici ed i cittadini segnalano con cadenza quasi quotidiana disservizi nella regolare erogazione, l'acqua scorre anche per chi non c'è più.
Gli uffici dell'acquedotto comunale hanno infatti scovato in banca dati un elenco di utenti defunti. Non uno, non due: un intero “registro parallelo” di contratti mai volturati dagli eredi, rimasti lì a galleggiare come se nulla fosse.
La scoperta ha fatto sobbalzare l'amministrazione, che ora corre ai ripari con una misura tanto drastica quanto inevitabile: sigillare i contatori dei defunti, previa comunicazione agli eredi.
Una sorta di “richiamo all'ordine” rivolto a chi ora dovrà pur farsene carico. Un invito pubblico il sindaco Giacomo Tranchida lo ha rivolto alle persone interessate: chi intende regolarizzare la situazione deve fare la voltura del contatore e pagare tutto il pregresso, magari anche a rate.
Il Comune invita gli eredi a collaborare “nel loro stesso interesse”, ricordando che la sigillatura non è una minaccia, ma una certezza. Per chi ancora vuole continuare a rimanere abusivo scatterà la riscossione coattiva tramite Agenzia delle Entrate. In sostanza, se non si pagherà spontaneamente, ci penserà qualcun altro a bussare alla porta. In un territorio dove l'acqua spesso scarseggia, scoprire che scorreva indisturbata verso utenze ormai silenziose aggiunge un tocco di surreale alla gestione del servizio idrico.