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la sentenza

Morte per amianto, il comune di Palermo condannato a un risarcimento di due milioni di euro i familiari di un operaio

La decisione: l'uomo lavorava nei cantieri di via Tiro a Segno

29 Gennaio 2026, 17:36

17:38

Morte per amianto, il comune di Palermo condannato a un risarcimento di due milioni di euro i familiari di un operaio

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Il comune di Palermo dovrà risarcire con quasi due milioni di euro i familiari di un operaio municipale deceduto a causa dell’esposizione prolungata all’amianto. La vittima ha lavorato dal 1990 al 1996 presso il cantiere comunale di via Tiro a Segno, occupandosi della manutenzione di cisterne e recipienti idrici installati in scuole e uffici pubblici, manufatti realizzati all’epoca quasi esclusivamente in eternit.

La vicenda giudiziaria trae origine dalla diagnosi di «mesotelioma pleurico maligno» ricevuta dall'uomo nel 2005, patologia che l'Inail ha ufficialmente riconosciuto come malattia professionale. Dopo una lunga battaglia contro il male, il dipendente è scomparso nel 2017 all'età di 53 anni. I familiari, assistiti dall'avvocato Lucia Linda Giglia, hanno intrapreso due distinti percorsi legali per ottenere giustizia.

La prima decisione è arrivata dal giudice del lavoro Dante Martino, che ha condannato l'amministrazione comunale a risarcire la moglie e i figli della vittima con circa 500 mila euro a titolo di danno biologico. Successivamente, la terza sezione civile del tribunale di Palermo, presieduta dal giudice Cinzia Ferreri, ha emesso una seconda sentenza che impone al Comune un ulteriore risarcimento di un milione e mezzo di euro in favore dei parenti, inclusi i fratelli del lavoratore. Complessivamente, l'ente locale dovrà sborsare una cifra vicina ai due milioni di euro per le responsabilità legate alla mancata tutela della salute del dipendente.