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Palermo, viale Regione: "Il Grande Fratello vi guarda", parte l'installazione di 200 telecamere di sorveglianza
Gli apparati saranno connessi alla control room comunale con l’obiettivo di «prevenire il degrado urbano»
Si entra in città e si è sotto controllo, dal primo istante. Con la decisione annunciata ieri dal Comune di installare 200 videocamere di sorveglianza lungo tutto viale della Regione Siciliana la circonvallazione cittadina si candida a essere una delle più controllate d'Italia. Le nuove telecamere serviranno, secondo quanto dichiarato dal Comune, a prevenire il degrado urbano ed episodi di microcriminalità e più in generale ad aumentare il livello di sicurezza.
In che modo viale della Regione si trasformerà in una sorta di Grande Fratello stradale è raccontato dai numeri: 200 telecamere, 100 per corsia. In rapporto alla lunghezza della circonvallazione fa una telecamera ogni 120 metri, o una ogni sei secondi se si viaggia a una velocità di 70 chilometri orari. Poi le telecamere non saranno distribuite a intervalli regolari, dato che su alcuni pali saranno installate a gruppi. Ma lo stesso produrranno una mole molto grande di dati, che sarà processata e analizzata nella control room della Polizia municipale.
L'obiettivo, si legge in un comunicato dell'amministrazione, è innalzare i livelli di sicurezza, usando le videocamere come deterrente. La strategia è seguita dal Comune da tempo, e da mesi sono in corso i lavori per installare nuove videocamere di sorveglianza in diverse zone sensibili della città, soprattutto in periferia. Solo allo Zen arriveranno circa altre 200 telecamere in tempi brevi, mentre sono 600 quelle che a breve entreranno in rete e permetteranno agli agenti della municipale di sapere in tempo reale che cosa succede in città. Un metodo su cui puntano tanto sia l'amministrazione che il governo centrale, dato che il piano di potenziamento della videosorveglianza cittadina è finanziato con fondi del patto per la sicurezza urbana del ministero dell’Interno. Arrivare a maggiore tutela del territorio tramite la sorveglianza, più diffusa e in tempo reale possibile: questa è la formula, abbracciata in pieno sia dal sindaco Roberto Lagalla che dall'assessore all'Innovazione Fabrizio Ferrandelli, che ieri hanno salutato l'arrivo delle videocamere in viale Regione come «un tassello fondamentale della strategia per incrementare i livelli di sicurezza in città».
Non vanno così le cose per Mariangela Di Gangi, consigliera comunale del Pd: «Una telecamera ogni 120 metri è un dato che commenta da solo l'operazione, uno spreco - dice - l'unica cosa che questa amministrazione è in grado di fare è la deterrenza, annunciare di avere fatto qualcosa nonostante stia installando dispositivi che ci diranno chi ha commesso un crimine solo dopo averlo commesso». Per Di Gangi, «è un'operazione che potrebbe avere senso solo nella chiave di diminuire gli incidenti stradali, che in viale Regione sono tantissimi. Ma lo stesso, l'amministrazione non ha nessun interesse a eliminare le cause del disagio sociale».