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Mondello invasa dalla posidonia dopo la tempesta Harry: è caccia ai fondi per smaltire il "rifiuto speciale"

I costi in aumento per rimuovere le tonnellate di pianta marina spiaggiate

30 Gennaio 2026, 06:45

Dopo la tempesta Harry Mondello invasa dalla posidonia: è caccia ai fondi per smaltire il "rifiuto speciale"

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Un bene prezioso che, in questo momento, rischia di diventare un serio problema. La posidonia, pianta marina endemica di cui il nostro mare è, per fortuna, pieno, si è riversata sulle coste a tonnellate a seguito della passaggio del ciclone Harry, e adesso va smaltita.

Una procedura complessa trattandosi di rifiuto speciale. Viene attivata dall’assessorato comunale all’Ambiente con la comunicazione della disponibilità di un capitolo di spesa e l’autorizzazione formale alla Rap a procedere. Poi è la Rap ad affidare a una ditta esterna le operazioni di rimozione, trasporto e conferimento, come avvenuto lo scorso luglio. I tempi tecnici quindi non sono veloci e i problemi molteplici.

L’assessore comunale all’Ambiente Pietro Alongi parla di quantitativi almeno triplicati rispetto al periodo “normale” estivo e quindi di costi in salita. «Per dare un ordine di grandezza - dice - con circa mille tonnellate di posidonia della scorsa estate, la spesa era stata attorno ai 200mila euro, oggi la stima potrebbe superare i 500mila, a seconda della scelta tecnica. E parliamo solo di Mondello. L’obiettivo primario dell’amministrazione - aggiunge - è ripristinare il decoro e la fruibilità di tutte le spiagge coperte di posidonia prima dell'inizio ufficiale della stagione balneare e per questo stiamo valutando con i tecnici quale sia il modo migliore, vista la situazione».

I costi di smaltimento variano sensibilmente tra il conferimento in discarica come rifiuto speciale o lo stoccaggio e il riposizionamento al largo, quindi doppie operazioni di movimentazione. L’ipotesi auspicata, seppur più costosa, sarebbe questa. Alongi insiste infatti su un punto spesso dimenticato: la posidonia è necessaria per la sicurezza delle coste. Come spiega il biologo marino Andrea Spinelli, «dove non viene rimossa, i danni diminuiscono. In autunno - spiega - perde naturalmente le foglie che si spiaggiano creando banchi che riducono il run-up. In pratica frena l’acqua che risale sulla spiaggia durante le mareggiate e trattiene sabbia e sedimenti».

Sullo sfondo resta la partita dei finanziamenti. Alongi dichiara apertamente che il Comune non può farsi carico interamente di queste somme. «Per questo motivo - dice - è stata inviata una relazione dettagliata più un report fotografico alla Protezione civile regionale e al governo regionale per richiedere che tali costi vengano inseriti nei finanziamenti per l’emergenza».