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Palermo, sicurezza in discoteca: gli esercenti dal prefetto, «migliaia di feste illegali»

Dopo il caso Crans-Montana l'avvio di controlli coordinati per verificare le misure antincendio

30 Gennaio 2026, 06:00

Palermo, sicurezza in discoteca: gli esercenti dal prefetto, «migliaia di feste illegali»

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La sicurezza costa ed è il motivo per cui chi dovrebbe garantirla, spesso non lo fa. «Chi gestisce attività abusive o organizza feste illegali se ne infischia delle regole perché il suo obiettivo primario è quello di lucrare, a scapito anche dell’incolumità delle persone».

È netta la posizione di Roberto Bianconi, presidente della Silb Fipe di Palermo, l’associazione di Confcommercio che raggruppa i gestori di locali da ballo, discoteche, night e sale di intrattenimento, che ieri mattina ha partecipato insieme ad altre associazioni di categoria, al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal prefetto Massimo Mariani. Al tavolo anche il comandante dei Vigili del fuoco.

Il Comitato, dopo il caso Crans-Montana, va dritto nella direzione annunciata e ha condiviso una pianificazione coordinata di controlli congiunti per il rispetto delle regole e colpire con rigore violazioni e abusivismo. Attenzione massima anche ai pubblici esercizi che ospitano, anche occasionalmente, feste danzanti, musica o celebrazioni con molti presenti, e ai luoghi privati usati per eventi affollati.

«Non ci sono nuove norme – dice Bianconi – ma un richiamo a far rispettare meglio quelle esistenti, con focus su antincendio e vie di fuga. I locali di pubblico spettacolo associati sono super controllati, servono licenza e agibilità, rilasciate dopo il parere della commissione di vigilanza, e gli associati Silb devono dimostrarlo». Denuncia però serate illegali in pub, associazioni culturali o ville private, spesso con una sola uscita per decine di persone. L’associazione parla di circa 700 abusi segnalati l’anno in Italia e a Palermo e provincia di un boom dal post pandemia. Sul loro sito c’è la sezione “segnala un abuso” e ogni caso viene verificato poi dalle forze dell’ordine, «abbiamo perso il conto delle segnalazioni – conclude – sono migliaia e migliaia. I controlli aiutano anche a fermare la concorrenza sleale».