Il commento
Tutti devoti, ma senza olivette
Sant'Agata: la festa laica all'insegna della sobrietà e del rispetto per chi ha patito i danni causati dal ciclone Harry
Sobrietà. Che nel caso specifico fa rima con rispetto. Rispetto per chi ha patito danni ingenti a causa del ciclone Harry. Rispetto per una città che porta ancora sul volto le ferite provocate dalle intemperie. Rispetto per noi stessi che, per quanto le celebrazioni in onore di Sant'Agata stiano entrando nel vivo, forse faremmo una forzatura nel fare festa laica in momenti così difficili per tutta la popolazione catanese.
Hanno mostrato di comprenderlo il sindaco Enrico Trantino e il presidente del Consiglio comunale, Sebastiano Anastasi, i quali hanno annunciato di voler rinunciare ai tradizionali ricevimenti a base di vermouth e olivette riservato ai fortunati invitati che, dal balcone di Palazzo degli Elefanti, avrebbero potuto ammirare i fuochi della sera del 3.
Lo stesso ha fatto l'arcivescovo Renna, che ha annullato il rinfresco in Arcivescovado previsto, come da tradizione, giorno 4, subito dopo l'uscita del fercolo dalla Cattedrale. E pure il commissario della Camera di Commercio, Antonio Belcuore, che un momento analogo aveva in programma in occasione della salita dei Cappuccini, fissata per il 4 pomeriggio. E la stessa logica, ancora, è stata fatta propria dal prefetto Pietro Signoriello e dal presidente dell'Ars Gaetano Galvagno, tempestivi nell'annullare gli appuntamenti Vip previsti a Palazzo Minoriti la sera del 5.
Sono stati mantenuti, invece, tutti gli altri momenti all'insegna della fede, della cultura e, perché no, della sana competizione sportiva. Un gesto di riconoscenza dovuto alla Patrona che, per dirla come l'arcivescovo Renna, ha vegliato sui catanesi mentre la bufera colpiva duramente la città. È giusto così.