crisi idrica
La Regione "scomunica" Aica: "Affermazioni false e prive di fondamento, ora le prove o pagherete i danni"
Scontro totale tra Palermo e Agrigento: "I costi dei dissalatori non pesano sulle bollette, basta fake news sulla tariffa"
Danila Nobile, presidente del Cda di Aica
La Regione Siciliana interviene con una presa di posizione durissima nei confronti di Aica, già impegnata in uno scontro altrettanto teso con Siciliacque per una situazione debitoria pesante e ormai strutturale. Le note inviate dall’Azienda idrica agrigentina tra il 23 dicembre 2025 e il 2 gennaio 2026, indirizzate anche a Corte dei Conti, Procura della Repubblica, Prefettura e Presidenza della Regione, con le quali si denunciavano presunte irregolarità nella gestione e nei costi dell’acqua prodotta dal nuovo dissalatore di Porto Empedocle, per il Dipartimento regionale dell’Energia sarebbero “non pertinenti, non veritiere e prive di qualsiasi fondamento tecnico”.
Una replica, quella della Regione, che non lascia margini di interpretazione visto che viene trattata con toni severi, quasi come una bocciatura e censura istituzionale. Una lettera che sicuramente avrà fatto saltare dalla sedia la pur determinata presidente del consiglio di amministrazione Danila Nobile. L’amministrazione regionale ricostruisce l’intero percorso che ha portato alla realizzazione dei dissalatori, un intervento straordinario affidato al commissario nazionale per l'emergenza idrica, con Siciliacque come soggetto attuatore. La scelta dei siti — sottolinea la nota — non è stata casuale, ma strategica, pensata per immettere acqua nella rete sovrambito che serve Agrigento, Caltanissetta, Enna, Trapani e parte di Palermo. Un’operazione necessaria per contrastare una crisi idrica definita “acuta e perdurante”, aggravata dal crollo delle riserve superficiali e sotterranee. La Regione ricorda inoltre di aver assunto a proprio carico, almeno nella fase iniziale, i costi di gestione degli impianti, proprio per evitare un aumento delle tariffe a carico dei cittadini. Un impegno formalizzato in un atto integrativo alla convenzione con Siciliacque, che prevede rimborsi solo per costi effettivi e documentati, escludendo qualsiasi incidenza tariffaria. Per questo l’amministrazione definisce “prive di riscontro” le affermazioni di Aica secondo cui la Regione avrebbe già erogato 9 milioni di euro nel 2025 e sarebbe pronta a versarne altri 50 per il biennio 2026-2027. E poi una diffida: Aica deve fornire entro tre giorni le prove documentali di tali pagamenti, pena ulteriori iniziative a tutela dell’immagine dell’ente. Altro punto nevralgico riguarda la presunta “duplicazione dei costi”. Aica sostiene che l’acqua prodotta dai dissalatori, già finanziata dalla Regione, verrebbe poi fatturata da Siciliacque all’azienda agrigentina. La Regione anche qui risponde con toni di ammonimento: “Una simile affermazione dimostra una non appropriata conoscenza del metodo tariffario idrico nazionale, regolato da Arera”. I costi sostenuti dalla Regione non entrano in tariffa — ribadisce la nota — la tariffa è unica per tutto il perimetro sovrambito e quella attualmente applicata da Siciliacque è ancora basata sul precedente metodo tariffario, antecedente alla costruzione dei dissalatori. La chiusura del documento è un affondo politico-amministrativo: la Regione invita Aica a chiarire i volumi idrici distribuiti, quelli fatturati e il livello di insoluto, lasciando intendere che le difficoltà economiche dell’azienda potrebbero dipendere più dalla gestione interna che da presunte irregolarità esterne. A ciò si aggiunge un richiamo formale: le lettere inviate da Aica contenenti le contestazioni non risultano adeguatamente sottoscritte dai vertici dell’azienda. Una mancanza che la Regione definisce “inaccettabile” per documenti indirizzati a istituzioni di massimo rilievo. Un giudizio che suona come una bocciatura senza appello e che arriva nel momento più delicato per Aica, stretta tra il contenzioso con Siciliacque, un quadro finanziario critico e complesso e con un servizio che in tutto il territorio provinciale rimane critico nonostante le incisive azioni che la nuova governance sta cercando di adottare.