31 gennaio 2026 - Aggiornato alle 09:00
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Il sit-in

Precari della Giustizia protestano: «La stabilizzazione deve essere per tutti» VIDEO

Usb: «Non si tratta soltanto del nostro lavoro ma di rendere un servizio ai cittadini e di fare funzionare la giustizia»

30 Gennaio 2026, 12:51

31 Gennaio 2026, 00:59

Precari della Giustizia protestano: «La stabilizzazione deve essere per tutti» VIDEO

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Avrebbero voluto protestare a piazza Cavour a Roma davanti alla Corte di Cassazione, dove oggi si sta celebrando la cerimonia d'apertura dell'anno giudiziario. Ma i precari del Pnrr Giustizia non hanno ottenuto l'autorizzazione. Così il sindacato Usb ha organizzato sit-in nei vari palazzi di giustizia del Paese. Una protesta si è svolta anche a Catania.

 

«Ci è stato vietato di manifestare davanti alla Corte di Cassazione perché evidentemente i problemi reali della giustizia devono essere nascosti, come il rischio di perdere migliaia di lavoratori e lavoratrici, operativi e già formati, per colpa di un Governo che finora non ha considerato la stabilizzazione dei precari una priorità nell'agenda politica di questo Paese», dice ai microfoni de La Sicilia Desirée Pagano, rappresentante dell'USB e precaria del Ministero della Giustizia.

 

Al sindacato non basta la notizia dell'aumento delle stabilizzazioni. «Quello che chiediamo è la stabilizzazione di tutti i precari della giustizia. È vero che negli ultimi giorni sono arrivate conferme per un aumento della platea che passa da 6.000 risorse da stabilizzare a 9.368 lasciando però fuori ancora 1.800 funzionari attualmente operativi e già formati. Ovviamente è un'ingiustizia che non possiamo accettare e per cui continueremo a lottare, anche perché comunque non si tratta soltanto del nostro lavoro ma di rendere un servizio ai cittadini e di fare funzionare la giustizia. Sono questi i veri problemi della giustizia italiana - dice la sindacalista - e non le pacche sulle spalle che si daranno oggi parlando di numeri. Numeri, peraltro, che sono stati raggiunti grazie al nostro lavoro quotidiano».