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Indagini serrate sull’agguato di Carlentini: dodici bossoli e molte domande
La giovane colpita al volto mentre era in auto con il fidanzato. Gli inquirenti escludono piste più gravi e concentrano l’attenzione su un possibile errore di persona
Proseguono le indagini dei carabinieri sulla sparatoria avvenuta in via del Mare, nella zona nord, che ha provocato il ferimento di una giovane donna colpita al volto mentre si trovava a bordo di un’auto insieme al fidanzato. Al momento, al centro delle indagini resta aperta l’ipotesi dello scambio di persona.
Con il passare delle ore emergono elementi che sembrano allontanare piste più gravi: i giovani che viaggiavano sulla Fiat Panda presa a noleggio da pochi giorni, risultano infatti appartenere a famiglie considerate perbene, senza precedenti o collegamenti con ambienti criminali. Un dettaglio che, al momento, rafforza l’idea che l’azione possa non essere stata diretta contro di loro in modo mirato.
Nel caos dell’agguato, il conducente ha fermato l’auto e i due si sono riparati rannicchiandosi all’interno dell’abitacolo. Uno dei proiettili ha però colpito la ragazza alla mandibola. L’auto degli aggressori si è allontanata rapidamente, facendo perdere le proprie tracce.
La giovane soccorsa è stata sottoposta ad un delicato intervento chirurgico nell’ospedale di Siracusa. I carabinieri mantengono comunque il massimo riserbo, sottolineando come il quadro resti ancora incompleto.
Le indagini coordinate dalla procura di Siracusa, procedono a 360 gradi, concentrandosi sulla ricostruzione esatta della dinamica dei fatti e, soprattutto, sull’individuazione di chi fosse effettivamente alla guida dell’utilitaria pochi giorni prima dell’accaduto. Un elemento ritenuto cruciale per comprendere se il veicolo possa essere stato confuso con un altro.
Di certo emerge che l’episodio, per modalità e violenza, avrebbe potuto trasformarsi in una vera e propria strage di innocenti.
L’agguato si è consumato in una zona tutt’altro che isolata di Carlentini nord, a ridosso di locali, pub e ristoranti abitualmente frequentati da molti giovani, soprattutto nelle ore serali. Una circostanza che rende l’accaduto ancora più allarmante e che ha alimentato, nelle ore successive, un diffuso senso di paura e insicurezza tra residenti e commercianti.
Quanto accaduto riporta al centro dell’attenzione un territorio confinante come quello di Lentini e Carlentini, sempre più spesso percepito come abbandonato dalla politica e dalle Istituzioni, dove la presenza dello Stato sembra faticare a tradursi in controllo e prevenzione. Un contesto in cui si spara con inquietante facilità, dove le armi sembrano essere alla portata di tutti e dove la violenza rischia di diventare normalità.
Circa dodici bossoli probabilmente di calibro 9x21 rinvenuti sull’asfalto raccontano la brutalità di un’azione che poteva avere conseguenze ancora più tragiche e che oggi lascia una comunità scossa, che si interroga su sicurezza, legalità e pone interrogativi profondi sul futuro di un’area ormai troppo spesso teatro di episodi di violenza armata.
Un fatto che riporta al centro dell’attenzione il territorio di Lentini e Carlentini, spesso al centro di dibattiti, iniziative e richiami alla cultura della legalità, ma che ancora una volta si trova a fare i conti con una sconcertante violenza. Una sparatoria che interroga istituzioni e comunità locali sulla reale capacità di garantire sicurezza e prevenzione in un’area dove le parole legalità e controllo non possono restare solo dichiarazioni di principio.