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il caso a Catania

Carceri: detenuto gravemente malato, difesa: revocare Ctu e disporre perizia urgente

L'avvocato ha reiterato l'istanza nei confronti dell'anziano tassista catanese condannato per associazione a delinquere finalizzata all'immigrazione clandestina

30 Gennaio 2026, 15:05

31 Gennaio 2026, 01:03

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«Revocare Ctu e disporre perizia in tempi celeri. Prima che sia troppo tardi». Questa la richiesta, urgente, sollecitata dall'avvocato Giuseppe Lipera al Tribunale di Sorveglianza di Catania a favore del suo assistito Antonio Salvatore Pandetta. Nell'istanza il difensore chiede di disporre per il suo assistito, gravemente malato, i domiciliari per motivi di salute. L'uomo attualmente è recluso nella Casa circondariale di Caltagirone. Lipera è in attesa anche di una richiesta di grazia da parte del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

 

Pandetta è stato condannato dalla Corte d’Assise d’Appello di Catania il 23 maggio 2024 (sentenza divenuta irrevocabile il 18 dicembre 2024) a 3 anni e 8 mesi di reclusione per associazione a delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina. L’uomo – definito dalla difesa “modesto tassista abusivo”, rimasto da poco vedovo e “privo di qualunque capacità organizzativa criminale”, che avrebbe offerto “sporadici passaggi a cittadini extracomunitari, ignaro di qualsiasi disegno illecito” – versa in gravi condizioni di salute. Secondo la documentazione medica richiamata nell’istanza, Pandetta è stato ricoverato dal 10 al 24 febbraio 2025 al Garibaldi di Catania per ischemia cerebrale, con esiti neurologici severi e permanenti (diagnosi: trombosi cerebrale con infarto cerebrale). Dopo il rientro in carcere, il 4 marzo 2025 è stato trasferito d’urgenza al Pronto soccorso dell’Ospedale “Cannizzaro” in seguito a un nuovo malore. I familiari descrivono un rapido declino: dimagrimento marcato, estrema astenia, difficoltà a reggersi in piedi, perdita dell’equilibrio e compromissione dell’autonomia personale. Alla luce di questo quadro, il 10 dicembre 2025 il Tribunale di Sorveglianza di Catania ha disposto una perizia medico-legale sulla compatibilità dello stato di salute con il regime carcerario, nominando un consulente tecnico d’ufficio con termine per il deposito fissato al 25 gennaio 2026. La CTU ha poi comunicato che la visita potrà essere effettuata soltanto il 19 febbraio 2026, chiedendo inoltre una proroga di 30 giorni per il deposito dell’elaborato. La difesa non accetta questa proroga: a valutazione arriverebbe non prima della fine di marzo 2026 oltre l'udienza già fissata a febbraio risultando «tardiva, inutile e meramente formale». Gli avvocati sostengono che «ogni giorno trascorso in carcere non è più pena, ma rischio concreto di morte» per un “anziano malato, con un quadro neurologico già compromesso, in progressiva e irreversibile evoluzione”. La difesa insiste la revoca immediata dell’incarico e la nomina di un altro consulente in grado di effettuare la visita in tempi compatibili con le condizioni del recluso. In subordine sollecitano l’applicazione della detenzione domiciliare per gravi motivi di salute, al fine di evitare “conseguenze irreversibili”.