Anno giudiziario
Il presidente della Corte d'appello: "Minori a rischio, emergenza a Palermo sul rischio di reclutamento mafioso"
La relazione di Matteo Frasca: "Nel 1606 i ragazzi segnalati ai servizi sociali: 1448 per la prima volta e 158 già conosciuti"
I segnali c'erano già stati: movida violenta, tre giovani morti a Monreale, un altro ucciso a Palermo, scontri tra gruppi, un quartiere (lo Zen) sotto assedio. Ora sulla violenza minorile in forte crescita a Palermo arriva la conferma dalla relazione del presidente della Corte d’appello, Matteo Frasca, che domani aprirà l’anno giudiziario. Oltre alle misure repressive e di recupero sociale, si pone la sfida più impegnativa: sottrarre tanti ragazzi alla sfera di reclutamento mafioso.
I dati statistici, citati da Frasca, tracciano il profilo di un fenomeno allarmante. Sono stati 1606 i ragazzi segnalati ai servizi sociali: 1448 per la prima volta e 158 già conosciuti. C'è stato un incremento significativo rispetto all’anno precedente. Si tratta di una tendenza a forte caratterizzazione locale: tra i ragazzi sotto osservazione prevale infatti la nazionalità italiana (1311) e il genere maschile (1202) rispetto ai 295 soggetti di nazionalità straniera.
Interessante appare il quadro sociale nel quale i minori palermitani sono inseriti. Vivono per lo più in «zone di vulnerabilità sociale» ovvero in situazioni di marginalità, di disagio socioeconomico legato a condizioni di precarietà lavorativa e sofferenza per condizioni di disoccupazione, di difficoltà nell’inserirsi nel mercato del lavoro, di povertà educativa, culturale e sociale.
Affiora anche una certa fragilità familiare nella «gestione dei figli adolescenti con problematiche di natura socioeducativa e relazionale». Si registrano anche forme di disagio correlate a problematiche di natura psichica o sanitaria all’interno del nucleo o a condizioni di dipendenza dalla droga.
Altri elementi fondamentali riguardano l’appartenenza a condizioni di bassa istruzione, affollamento abitativo, disagio economico, disagio assistenziale, precedenti penali che interessano anche più familiari nello stesso nucleo. I servizi sociali segnalano anche «una sempre maggiore presenza nei ragazzi di una forte urgenza emozionale e di una difficoltà a procrastinare la soddisfazione dei bisogni, che prevalentemente appaiono essere di tipo materiale e consumistico».